Tentano di violentarle, urlano ma nessuno le aiuta. Due ragazze denunciano chi non le ha soccorse

L'episodio a Brescia, le vittime sono due 20enni: «Un automobilista si è fermato, ma poi è ripartito. Nessuno ci ha aperto casa». Il legale: «Questa è la sconfitta della società»


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Pubblicato il 03/07/2019
Ultima modifica il 03/07/2019 alle ore 14:21
brescia

Da una parte due studentesse ventenni, vittime giovedì sera di una tentata violenza sessuale a Brescia, dall’altra il presunto responsabile, un senegalese di qualche anno più grande che ieri ha tentato il suicidio. Nel mezzo c’è l’indifferenza di chi avrebbe potuto salvarle e invece non l’ha fatto. Una scelta che potrebbe costare ora piuttosto cara. Soprattutto dopo che l’avvocato delle due vittime ha deciso di presentare una denuncia contro chi non le ha soccorse.

L’episodio è avvenuto intorno alla mezzanotte di giovedì nella zona tra via Diaz e via Solferino. Anna e Camilla (nomi di fantasia), stavano rientrando a Brescia in treno da Milano, entrambe reduci da una festa universitaria. A un certo punto mentre si incamminavano verso casa sono state avvicinate da un giovane che dopo aver chiesto una sigaretta è saltato addosso a una delle due. L’incubo è incominciato ufficialmente in via Solferino. L’aggressore prima ha strappato la maglia di Camilla e successivamente ha iniziato a toccarla. «Abbiamo visto un’automobile rallentare e poi ripartire a tutta velocità - ha spiegato al Giornale di Brescia una delle due giovani -. Eppure, nessuna persona che ha sentito le nostre grida di aiuto si è fermata ad aiutarci». Per riuscire a richiamare l’attenzione, Camilla si è dovuta praticamente buttare sopra un’altra vettura di passaggio che soltanto in questo modo si è finalmente fermata. Così, grazie alla telefonata del conducente sono giunti i carabinieri che quasi subito hanno fermato l’aggressore poco distante.

«La tentata violenza è quasi il problema minore – spiega l’avvocato delle ragazze Benedetto Mario Bonomo -. Quello che è accaduto è la sconfitta della società, per questo intendiamo presentare una serie di denunce contro ignoti per non aver aiutato le giovani in una situazione di grave pericolo». A finire nel mirino c’è anche la società di taxi di Brescia. «Venti minuti prima del fatto, tre tassisti hanno rifiutato di caricare le ragazze perché non avevano soldi sufficienti per pagare la corsa verso casa», ha aggiunto amareggiato il penalista. Intanto, nelle scorse ore il presunto aggressore, rinchiuso nel carcere di Canton Mombello, ha cercato di suicidarsi appendendosi a una sbarra. Gli agenti lo hanno salvato all’ultimo momento. Date le sue condizioni di instabilità mentale, non è escluso che possa essere richiesta una perizia psichiatrica a suo carico.

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