Da anchorman alla guida di Strasburgo, il dem Sassoli nuovo presidente del Parlamento europeo

Eurodeputato dal 2009, è stato eletto al secondo scrutinio dopo il veto di laburisti inglesi e socialisti tedeschi. Il discorso: «Restituiamo ai cittadini la fiducia nelle istituzioni»
AP

David Sassoli, 63 anni, è stato vice direttore del tg1


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Pubblicato il 03/07/2019
Ultima modifica il 03/07/2019 alle ore 14:21
roma

David Sassoli è il nuovo presidente del Parlamento europeo. L’eurodeputato del Pd è stato eletto alla seconda votazione con 345 voti, a fronte della maggioranza necessaria di 334 voti. L’annuncio è del presidente uscente dell’Eurocamera, Antonio Tajani, davanti alla plenaria riunita a Strasburgo. Giornalista e conduttore televisivo, già vicedirettore del tg1, David Sassoli, classe 1956, da dieci anni è eurodeputato e dal 2014 ha ricoperto la carica di vicepresidente del parlamento europeo.

La telefonata Zingaretti-Sanchez

L’accordo in casa socialista è maturato ieri, anche dopo un colloquio telefonico di Nicola Zingaretti con il premier spagnolo Sanchez. A mettersi di traverso pare siano stati i laburisti inglesi e i socialisti tedeschi, tanto che la votazione utile a eleggerlo poteva essere la quarta, quando si abbassa il quorum. Ma già al secondo scrutinio si è trovata l’intesa. «Il massimo che prende l’Italia lo prende con un socialista eletto grazie alla mediazione del Pd, con il governo che si è messo di traverso», è il commento soddisfatto di Zingaretti.

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Il discorso a Strasburgo

Candidato dai socialisti senza un appoggio del governo gialloverde, l’esponente del Pd sale sul più alto scranno dell’Europarlamento subentrando a un altro italiano, Antonio Tajani. E in virtù di un accordo basato sul principio della staffetta, visto che i leader europei vorrebbero che socialisti e popolari si dividessero il mandato con un’alternanza di due anni e mezzo ciascuno. E infatti né il Ppe né i liberali hanno presentato in questa fase un loro candidato. «Mi candido perché credo che l’Europa sarà più forte solo con un parlamento europeo in grado di giocare un ruolo più importante», è stato il suo slogan stamane in aula. «Dobbiamo essere tutti, comunque la pensiamo, impegnati nel costruire la casa della democrazia europea e questo parlamento deve essere la casa della democrazia europea. Dobbiamo restituire la fiducia reciproca fra cittadini e istituzioni e servirà tutta la nostra ambizione e il nostro coraggio per affrontare le grandi sfide del cambiamento climatico, della giustizia sociale, del governo delle politiche migratorie, della crescita e delle condizioni di pari opportunità e dei diritti per tutti».

Il dem vicino a Franceschini

Cattolico democratico - il padre era direttore de La Discussione - Sassoli milita prima nell’Agesci e poi negli anni ottanta partecipa alle riunioni della Lega democratica di Scoppola e Ardigò, un cenacolo di intellettuali che ruotava attorno al mensile Appunti. Viene candidato nel 2009 al parlamento europeo dal Pd e lo scorso 26 maggio è il capolista di Zingaretti alle europee per la circoscrizione centro Italia. Nella vita interna dei Democratici, Sassoli ha militato nell’area che fa capo a Dario Franceschini, vantando da anni un ottimo rapporto con l’ex premier Paolo Gentiloni, oggi presidente del partito. Per Zingaretti e lo stato maggiore del Pd dunque si può dire che la sua elezione sia un colpo andato a segno.

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