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Toro, l’Europa di Cairo: “Niente contro il Milan, ma lo scudetto del bilancio è un valore”

guglielmo buccheri
torino
| 30 giugno 2019
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Articolo dell’edizione digitale
colloquio

Il punto di partenza è prudente, quello di arrivo senza squilli di tromba. Nel mezzo, molto orgoglio e moltissima ambizione. Il Toro è in Europa, anzi ai preliminari di Europa League, da qualche ora, ma il patron granata Urbano Cairo aspetta. «Sul sito ufficiale dell’Uefa c’è il nome del Torino come club in attesa di conoscere l’avversario (Debrecen o Kukesi, ndr) nel secondo turno preliminare, ma - dice - a noi non è arrivata nessuna comunicazione scritta...».

La comunicazione arriverà: poche righe, forse già domani. Ma la sostanza non cambia: dopo cinque stagioni, riecco il prestigio più alto. «A chi parla di noi come di una squadra ripescata, può farlo perché, così, è tecnicamente. Ma quando fai una stagione come la nostra sarebbe stata un’ingiustizia rimanere fuori: negli ultimi quindici anni non è mai accaduto che un club non abbia giocato le coppe chiudendo a 63 punti...».

Orgoglio e ambizione

L’orgoglio è nel mezzo, l’ambizione alla fine. «Mi dispiace - continua Cairo - per il Milan, squadra per cui facevo il tifo da bambino insieme al Toro. Ma ci sono delle regole da rispettare, se non accade vieni sanzionato: ai miei amici che mi prendono in giro quando parlo dello scudetto del bilancio, oggi rispondo che lo scudetto del bilancio ci ha aperto le porte dell’Europa. E la certificazione arriva dall’Uefa...».

Cinque anni fa, l’obiettivo fu inaspettato. Cinque anni dopo, il traguardo assume il senso della consapevolezza. «Sì. È così. Quando - continua il numero uno granata - centrammo l’Europa con Ventura non era un cammino prefissato, ma fu una bella, e meritata, sorpresa. Stavolta, anche se abbiamo viaggiato a fari spenti, ci potevano essere tutti i presupposti perché riuscissimo a conquistare quanto cercato».

Rosa più «larga»

L’Europa cambia i programmi e cambierà il Toro. «Ci servirà la rosa adeguata, anche numericamente. Lyanco è rientrato come Edera e su Bonifazi, corteggiato da molti, dobbiamo fare delle riflessioni. Lo zoccolo duro rimarrà anche se le richieste sono tante, ma tutte respinte. Zaza? Potrebbero aspettarci molte più gare dell’anno scorso, credo in lui. E due o tre saranno i volti nuovi...», così Cairo.

L’Europa rivoluzionerà il Toro, ma, prima, va superato il percorso ad ostacoli dei preliminari: due i turni, più lo spareggio di fine agosto. «Mazzarri è carico, caricatissimo. Ci sentiamo tutti i giorni, fosse per lui sarebbe già in campo», sorride il patron granata. Cairo ha aggiornato l’agenda. «La nostra - sottolinea - sarà un’estate calda, in tutti i sensi». L’ambizione è alta, altissima. «Un premio per l’Europa? Non era previsto, vediamo. Ma - afferma - prima andiamo ai gironi».

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