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Conte si presenta: “Pazza Inter? No, la mia sarà regolare e forte”

tiziana cairati
milano
| 01 giugno 2019

Antonio Conte

Articolo selezionato dal quotidiano
Ufficializzato all’alba l’arrivo del tecnico. In tre anni guadagnerà 36 milioni, primo nodo Icardi
retroscena

L’Inter non è per tutti: #notforeveryone, questo l’hashtag che ha accompagnato l’annuncio dell’arrivo di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra. È stato un venerdì diverso dagli altri per il mondo interista, svegliato alle 6 di ieri mattina con l’ufficializzazione del nuovo allenatore dopo un giovedì scandito da una nota asettica del club a comunicare l’addio di Luciano Spalletti.

Con due anni di ritardo rispetto ai programmi è così iniziata l’era di Conte. La Curva Nord ha annunciato che non scorderà il passato del neoallenatore, sottolineando «vincere non è l’unica cosa che conta, ci sono anche i valori morali» e chiudendo con un «buon lavoro mister».

Le regole del tecnico

L’arrivo del tecnico all’Inter, insomma, fa rumore, così come le sue prime parole divise tra Milano e Madrid, città che evoca ai nerazzurri la stagione del triplete. Questo, però, è il passato. Ora tutte le attenzioni si spostano su presente e futuro. «Con me l’Inter non sarà pazza, ma una squadra regolare e forte», le prime parole di Conte in un video pubblicato dal club su tutti i canali social. «Rinfreschiamo i ricordi di Madrid, torniamo ai fasti di un tempo», ha rimarcato dalla capitale spagnola il tecnico, che assieme al presidente Steven Zhang e all’amministratore delegato Beppe Marotta stasera assisterà alla fine di Champions League tra Liverpool e Tottenham al Wanda Metropolitano. In giornata per la delegazione nerazzurra è previsto anche un incontro con Jindong Zhang, in Europa per motivi extra calcio. Non solo non sarà più «Pazza Inter», Conte è carico e non lo nasconde: «Finalmente si ricomincia. Di motivi ne ho tanti, anche troppi. E di sfide davanti a me altrettante ma non vedo l’ora». Riprendendo l’hashtag con il quale è stato presentato e che accompagnerà l’Inter per la prossima stagione, ha aggiunto: «Un club che non è da tutti, con i suoi tifosi che si chiederanno perché proprio io. Perché condividiamo la stessa ambizione, il coraggio, la fame e a determinazione. Ora tocca a me. Ci sono, Inter».

Trattative per Lukaku, Chiesa, Dzeko e Barella. Potrebbero restare Gagliardini e Candreva

Al netto delle parole di rito e delle formalità, l’ex Juventus indica da subito le leggi a cui dovranno sottostare i giocatori: passione, cuore, senso di appartenenza, rispetto. La via da seguire se si vogliono raggiungere grandi obiettivi. Da lunedì si comincia con un nodo complicato da sciogliere che si chiama Mauro Icardi. Non è un segreto che Conte avrebbe chiesto la cessione del centravanti, trovando tra l’altro l’avallo della società. Il problema al momento è che l’argentino continua a ribadire la volontà di restare a Milano nel rispetto del contratto in scadenza nel 2021. Inoltre nonostante le voci di un interessamento dell’Atletico di Madrid, di offerte per l’attaccante al momento non ne sono arrivate. La prossima settimana, quando Conte e Icardi si vedranno, si potrebbe aprire uno spiraglio per la permanenza dell’attaccante a Milano. Difficile ma non impossibile.

Promesse di mercato

A Conte, che ha firmato un accordo triennale per 12 milioni a stagione e che alla Juve lasciò affermando che con 10 euro non si può andare a mangiare in un ristorante dove ne chiedono 100, è stato assicurato un mercato da top. Nella lista dei desideri Lukaku, Federico Chiesa, per il quale la Fiorentina chiede 70 milioni, Edin Dzeko (ci sarebbe già un accordo) e Nicolò Barella che avrebbe già detto sì all’Inter (l’affare dovrebbe chiudersi per circa 35 milioni più contropartite tecniche).

Potrebbero restare Gagliardini e Candreva, entrambi da recuperare. Il futuro arriva, Conte è pronto. «Scriviamo la storia insieme», ha chiesto il presidente Zhang al tecnico.

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