“Origami” saluta i lettori, ma “tornerà in versione 2.0”


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Pubblicato il 07/05/2019
Ultima modifica il 07/05/2019 alle ore 06:00
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Da questa settimana il settimanale de La Stampa «Origami» non sarà più in edicola. Era una rivista che scommetteva sulla carta: un unico grande foglio piegato e ripiegato, nato in gemellaggio con il francese «Le1 Hebdo» fondato da Eric Fottorino che l’art director Cynthia Sgarallino ha rielaborato in modo originale e riconosciuto: nei giorni scorsi «Origami» ha ricevuto il premio di “Excellence” dallo European Newspaper Award per i magazine. È un concorso che si svolge tra 185 giornali.
Ogni copia costava 1 euro e 50: è in edicola l’ultimo numero, il 171. I collezionisti non se lo lascino scappare. A chi ci chiede come recuperare le copie arretrate, ricordiamo che si possono cercare online su origamisettimanale.it o lastampa.it/speciali/origami/tutti-i-numeri e poi si possono consultare in abbonamento digitale.

Al pubblico va il saluto del suo direttore, Cesare Martinetti: «Abbiamo cominciato nel novembre 2015 chiedendoci se Putin era affidabile, finiamo con Leonardo che aveva invece uno sguardo sicuramente affidabile sul futuro avendo scoperto tra le sue carte un progetto di Origami, anzi il Codex Origamus…».

Vero? «No, certo, si tratta di un gioco auto ironico, inventato da Andrea Bozzo, uno dei bravissimi autori delle nostre graphic novel. Molti di loro erano appena usciti dallo Ied, hanno pubblicato per la prima volta sul nostro giornale e ora disegnano regolarmente su altre riviste italiane e straniere». Origami era anche questo: il gioco, l’ironia, uno sguardo trasversale sull’unico tema scelto per la settimana, insieme all’analisi degli esperti, le rubriche di Maurizio Maggiani e del poeta Maurizio Cucchi, i reportage, la rilettura di un classico, il linguaggio dei numeri.

«Il senso di Origami - sottolinea Martinetti - era condensato nello slogan «rallentare e riflettere» e cioè mettersi per un momento al riparo dal flusso continuo di news e dalla tirannide dell’istante per approfondire un tema alla settimana. Chi ha letto su La Stampa i reportage di Christian Rocca dalle redazioni nel mondo dove si progetta giornalismo avrà trovato in ciascuno di essi lo stesso spirito di Origami».

Ma di questi tempi non basta andare in edicola: alla carta stampata va unita una comunità che si forma anche attraverso il web. Questo è mancato a Origami. «Proprio per questo è allo studio un Origami 2.0» spiega il direttore de La Stampa Maurizio Molinari, che intanto ha appena lanciato la nuova formula di Tuttolibri a 32 pagine. «Non vogliamo disperderne il patrimonio».

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scritto da: Anna Masera a TORINO
argomenti: arte  libri  media  tecnologia 
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