Leonardo il Codex Origamus

Ma ha sbagliato i conti

Leonardo da Vinci, nato in Toscana e morto in Francia, è stato un pittore assai apprezzato nel suo tempo e tutt’oggi tra i più quotati dalle case d’asta, tra i suoi dipinti più famosi ricordiamo il ritratto di donna dal labbro leporino noto come La Gioconda, ora conservato presso il museo del Louvre a Parigi, L’Ultima Cena con invitato in incognito, affresco nel refettorio dei padri domenicani in Santa Maria delle Grazie a Milano, e un Cristo defunto, disegno al tratto di ossido di ferro e altri ignoti pigmenti su tela di lino, noto come Sacra Sindone, conservato nel duomo di Torino. Seppure quest’ultima opera sia di discussa attribuzione. Come era tipico dell’epoca in cui ha operato, il Rinascimento Italiano, il Leonardo ha nutrito vasti interessi disciplinari; in verità si può affermare che la pittura fosse un’attività di ripiego coltivata a scopi commerciali e di sussistenza, essendo il suo principale interesse professionale l’idraulica. A tal proposito ci sono giunti di suo pugno numerosi progetti di notevole portata, acquedotti, porti, canalizzazioni; nessuno di questi progetti fu mai realizzato a causa delle politiche regressive in fatto di grandi opere da parte dei numerosi governi a cui furono sottoposti dall’autore. Se questo da un lato ha privato molte popolazioni di opere fondamentali per lo sviluppo economico e sociale, le ha probabilmente risparmiate da possibili catastrofi; infatti, a causa della sua sciagurata abitudine di scrivere a specchio da destra verso sinistra, era facile all’errore nell’incolonnamento dei numeri nelle operazioni aritmetiche, e nella consultazione del suo famoso Codice Atlantico si sono rilevati non pochi errori nei suoi calcoli, in particolare nelle sottrazioni e nelle divisioni. Sempre nello spirito del tempo, il nostro coltivava con assiduità l’hobby della botanica e dell’anatomia, ragion per cui conserviamo ancora una notevole quantità di riproduzioni di fiorellini e membra umane eseguite ad opera d’arte. Non va infine dimenticato il suo ghiribizzo per le invenzioni variamente fantasiose, macchine volanti, biciclette senza pedali, sommergibili senza elica, cannoni a canne multiple sovrapposte, utensili da cucina per l’elaborazione di pietanze sconosciute; ringraziando Iddio non volle mai procedere all’applicazione del metodo sperimentale e ai conseguenti test diretti o delegati delle suddette, così che non ci è giunta notizia di vittime al riguardo. Al riguardo di Iddio invece, non dissimilmente da molti intellettuali suoi coevi il Leonardo nutriva un robusto agnosticismo; il suo credo era nel perpetuum mobile, la formula del suo credo: Il moto è causa d’ogni vita. Il che lo rende, forse inconsapevole, anticipatore della moderna fisica delle particelle.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


[Numero: 171]