Leonardo il Codex Origamus

L’ombra di Leonardo sulle scale di Chambord

Il fatto che Leonardo da Vinci sia arrivato alla corte di Francia nell’autunno del 1516 invitato da Francesco I° ha fatto nascere nel secolo XIX leggenda radicata nel mito nazionale. Figura assoluta di inventore universale, pittore autore dell’icona della Gioconda (acquistata da Francesco I°), sapiente follemente appassionato di botanica, meccanica, dell’arte militare, Leonardo era diventato l’emblema del Rinascimento, mettendo in ombra tutti gli artisti della sua epoca, eroe superdotato capace di realizzare ogni sorta di miracoli, visioni e anticipazioni. Insomma l’uomo romantico per eccellenza. E di qui a dire che aveva anche inventato il castello di Chambord, il passo era effettivamente breve, tanto più che l’architetto di questo monumento senza pari era effettivamente misterioso e che Leonardo aveva passato gli ultimi tre anni della sua vita nel castello di Clos Lucé, ad Amboise, distante appena una quarantina di chilometri.

La realtà è un po’ differente e più complicata. Intanto Leonardo non può essere l’architetto di Chambord in senso stretto perché è morto il 2 maggio 1519 mentre il cantiere per la costruzione del castello si è aperto soltanto il 6 settembre. Inoltre non ci sono prove negli archivi di bozze o schizzi del maestro fiorentino riguardanti il castello. Eppure la maggior parte delle lettere. E degli atti ufficiali di Francesco I° sono disponibili, così pure sono accessibili numerosi quaderni di Leonardo. E inoltre il concetto stesso di architetto all’inizio del XIV secolo non era ancora definito: è in Italia che in quegli anni sta emergendo la figura dell’architetto che firmava la sua opera, mentre in Francia i castelli della Loira edificati quest’inizio del secolo sono ancora opere collettive.

Ma possiamo accontentarci di questa risposta? [...]

L’analogia tra alcuni disegni e riflessioni di Leonardo è una delle caratteristiche principali dell’architettura di Chambord, in particolare nella famosa scala doppia. In effetti nelle bozze di Leonardo compaiono numerose scale a doppia o quadrupla rivoluzione. A tal punto che Andrea Palladio nel 1570 afferma che a Chambord vi è una quadrupla scala costruita precisamente sui disegni del periodo milanese di Leonardo. Non vi sono certezze, ma questa citazione testimonia dell’attestato che veniva attribuito a Leonardo. L’aver piazzato questa scala al centro di una croce greca non ha precedenti nella storia dell’architettura: sarà questo il segno di un intervento di Leonardo che si era immaginato la scala come pivot dell’intero monumento? [...]

Esiste dunque presunzioni che possono alimentare l’ipotesi di una ispirazione leonardesca nei principi di costruzione o di elementi essenziali nell’architettura di Chambord. Invitato a corte dal re si può immaginare che tra i due vi sia stato uno scambio e che alcune di queste conversazioni abbiano girato intorno all’architettura. Francesco I° era talmente appassionato di architettura da disegnare lui stesso degli edifici, come ci dice un testimone dell’epoca. Il dialogo tra il principe l’architetto ha senza dubbio conosciuto, tra Leonardo e Francesco I°, uno dei modelli più passionali tra un vecchio sapiente che portava su con sé tutte le scoperte e le innovazioni del Quattrocento e un giovane re entusiasta, che progettava un regno sfolgorante, alla soglia di un nuovo secolo d’oro.

Leonardo non è sicuramente l’architetto di Chambord e se si dovesse stabilire una paternità del progetto, converrebbe attribuirla piuttosto a Francesco I°. Di Leonardo non resta che l’ombra delle sue ricerche, la ricchezza delle sue esperienze e la propensione all’invenzione che ne fecero una fonte ineguagliabile di ispirazione per il re, un catalizzatore di forme e di idee che si concretizzarono tra gli anni 1519 e1547 (anno della morte di Francesco I°) e si realizzarono nel prodigio architettonico senza eguali di Chambord.

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