Ma dove vai se un PopUp non ce lhai

Le lingue sono diverse uguali le meraviglie

È emozionante sapere di materiali antichi e preziosi che si potranno ammirare in mostra a Palazzo Barolo a Torino e in contemporanea a Roma, all’Istituto centrale per la grafica dal 9 maggio fino al 30 giugno:

dagli antenati dei libri Pop Up a quelli dei nostri giorni, via, via, il meglio della produzione per l’infanzia, ma non solo.

Libri animati passati nelle mani di bambine e bambini , teatrini e quinte finemente disegnati.

E allora si risvegliano passioni mai sopite e si ritrova il filo della memoria che riporta a quando, da piccoli, si scopriva la meraviglia di libri ricevuti in regalo per i compleanni, per Natale, per la prima Comunione.

Libri custoditi con gelosia, con una sorta di rispetto, e che ora costituiscono una piccola collezione. Ci sono librini da tutte le parti del mondo, con storie locali e disegni bellissimi: dai toni caldi e squillanti dei paesi sudamericani a quelli più tenui dei paesi nordici, scritti in cirillico o con gli idiogrammi cinesi e giapponesi. Le storie di Ganesh con i caratteri indiani e quelle degli eroi coreani. Le lampade di Aladino che si accendono in arabo, sfogliandoli da destra verso sinistra.

Il più strano: quello che viene dal Nepal.

La ricerca nelle librerie del mondo e le richieste agli amici che viaggiano spesso.

A guardarli bene però la cosa che salta all’occhio è che in tutte le lingue, ma proprio in tutte, le storie sono simili, l’immaginario dei bambini ha tanti punti in comune, si aiutano e si scontrano, ci sono gelosie, amicizie e amori che nascono e alle fine il bene trionfa (quasi sempre) sul male. E , quasi a confermare una sensazione latente, ci si accorge che solo quando si diventa grandi tutto prende un’altra piega.

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