Ma dove vai se un PopUp non ce lhai

Forbici, colla e cartoncino per far vivere la carta

Diprofessione fa il bancario. Ma la sua vera passione sono i libri tridimensionali. Massimo Missiroli, forlivese, classe 1958, si è innamorato dei pop up negli Anni 70, il suo primo libro illustrato (Richard Scarry) ha venduto centomila copie ed è stato selezionato negli Stati Uniti come Children’s Book of the Month. Da allora non si è più fermato: nel 2001 ha ricevuto a Sestri Levante il Premio Andersen. In Italia ha lavorato per Emme Edizioni per cui ha realizzato nel 2002 La mucca Moka pop-up, Fred lingua-lunga e Pinocchio, selezionato tra i migliori 14 pop up del mondo. Non solo bambini: lo stilista Kenzo ha voluto un pop up di Massimo Missiroli all’interno di un volume celebrativo fotografico. Le sue opere sono state in mostra alla Fiera del Libro Internazionale di Bologna, alla Fondazione Geiger Cecina, alla Fiera internazionale dell’artigianato di Firenze. Oltre che realizzarli, è un appassionato collezionista: ne ha quattromila, antichi e moderni, da tutte le parti del mondo, in mostra a Forlì fino a fine mese.

«Un libro pop up» ci spiega «è composto in media da 6 doppie pagine. Si tratta di libri molto costosi da produrre, e oggi sono praticamente sempre stampati in Oriente, dove i costi sono più bassi. Io non sono anche un illustratore, quindi lavoro sui disegni degli altri: per esempio Nicoletta Costa per La casa dei gatti, Emanuele Luzzati per Il presepe, entrambi editi da Gallucci. Ma il sodalizio più forte è con Agostino Traini (quello della Mucca Moka)».

Ma come si fa a realizzare queste sculture di carta e figure che si possono animare?«Bisogna prima immaginarsi come poter costruire le figure e le pieghe e gli incastri che permetteranno alla carta di sollevarsi dalle pagine. In questo è importante avere una visione fotografica e anche cinematografica. Io sono stato un autodidatta e ho scoperto i meccanismi della tridimensionalità guardando i libri che cominciavo a collezionare con l’occhio allenato da due mie grandi passioni, fotografia e cinema d’animazione. Anche in un’epoca così tecnologica non esiste una macchina in grado di realizzare un pop up. Il prototipo di un libro va sempre costruito a mano, con cartoncino, forbici e colla. Ci sono una serie di meccanismi di base per dare forma alla carta. Come il lift the flap ovvero “alza e scopri”; con figure coperte da un’aletta.

I pop up veri e propri formano una struttura tridimensionale una volta che la pagina si apre. I peep show sono disegni su vari piani (da sei a dieci) con la cornice della stessa dimensione ma con la figura al loro interno che si rimpicciolisce progressivamente, sono collegati tra loro come una specie di fisarmonica con un buco in mezzo. I carousel sono libri che aprendosi si trasformano in una specie di giostra da legare con un nastrino . I multiple layer sono immagini ritagliate in modo tale che quando si aprono figure e oggetti vengono in rilievo su vari piani. E queste sono solo alcune delle tecniche che un ingegnere della carta conosce e sa manovrare».

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


[Numero: 170]