Ma dove vai se un PopUp non ce lhai

Interiora melodia

Carta canta. Canta e suona; cantare canta sempre, di più se il villan dorme, ma suonare suona solo se è carta buona, ma buona davvero. Velina di canvas purissimo, stretta e ben tesa tra le dita senza pericolo che si strappi, le labbra modulate in un soffio che varia in continuo seguendo l’interiore melodia, allora suona con la voce di un organo. Io mi ci esercito per il diletto degli ospiti più illustri, con dispendiosa lungimiranza ne ho fatto una scorta quando ancora se ne produceva in una certa cartiera della Lucchesia, si pagava ancora in lire. Ho fatto anche scorta di carta uso mano fine art, doppia grana delicatamente matte, alta grammatura, prodotta da cartiera slesiana, è conservata in un cassetto protetta dall’umidità con grani di sale marino altamente igrofilo, ne avrò ancora per molti decenni, la uso per rari biglietti d’amore e altrettanto rare invettive olografiche; attualmente sono in serie difficoltà per le buste adatte, la famosa ditta americana da cui mi rifornivo ha cessato la produzione della linea di prestigio, carta vergatina 160 grammi foderata in velina blu notte, il giro d’affari si era ridotto a un centinaio di clienti in tutto il globo. Questo per dire che la carta mi piace, mi piace da sempre; ero ancora in fasce e mi tenevano tranquillo con qualche foglio di carta di giornale, ancora non conoscevo l’alfabeto e già riempivo fogli di carta da macello con annotazioni cariche di mistero vergate con la matita copiativa di mio padre. Ah, la carta da macello, forse è quella di cui sento maggiormente la mancanza, non solo era la migliore e tuttora ineguagliata carta alimentare, ma uno splendido supporto per il disegno a pastelli e carboncini. Visto dunque che la carta mi piace, mi irrita non poco che si commercino cascami di cellulosa millantando che trattasi di carta, così come trovo patetici quei laidi farisei che singhiozzano, ah come potrei mai rinunciare al profumo della carta, quando ci hanno rinunciato da un bel pezzo, e se dessero ascolto al senso dell’olfatto ben saprebbero che l’attuale sedicente carta ha l’inconfondibile odore ci ciò che è fatta, e cioè di rifiuti, odore non raramente assimilabile a quello di deiezioni fermentate. A tal proposito, chi è informato sa che attualmente la produzione di maggior qualità è destinata alla carta igienica, popolarmente conosciuta come carta da culo, essendo quel mercato infinitamente più redditizio di quello editoriale.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI


[Numero: 170]