Ma dove vai se un PopUp non ce lhai

Il collage, segreto poetico e doloroso

L’altro piacere di cui voglio trattare, il collage, è ancora più intenso, perché il collage è coccoina applicata ad un fine supremamente disinteressato, con risultati di pura arte. [...]

I miei collage! io li faccio esclusivamente di carta, perché non è certo la carta che manca nella casa di un uomo di lettere! La tentazione di usare, in vista di un bel collage, pagine di libri preziosi, illustrazioni antiche, stampe, miniature del secolo XV, tavole di Achille Beltrame, cartoline di Nudo Artistico col timbro del 1905, incisioni di Goya e di Redon, lettere autografe di Guicciardini, di Leopardi, di Ada Negri, di Starace, non è da respingere; tuttavia ogni decisione di sacrificare l’integro al frammentario, l’unito al rotto, bene associato allo schizoide, deve essere ponderata. Certe volte, vale la pena, per un collage che concentri con un effetto di strana bellezza tutta virtuale assurdità della nostra mente decomposta, di sacrificare qualsiasi cosa, purché idea mirabilmente irrazionale in corso di manifestarsi sulla tavola o il foglio dove s’incolla - gran colpo di dadi del Caso rivelatore e di scandaglio dell’Inconscio - imperiosamente lo esiga.[...]

Resto incantatissimo davanti a certi collage...Quelli di Cornell, l’americano, alveari magici, fiori dell’incredibile, il poetico e l’aureo scanditi in mucchi di fermento disperato, ceneri eteree di paziente decoctio alchemica, mi provocano uno strano impulso a stendere le braccia per afferrare un segreto che è là, pendente invisibile dal lievissimo magic box dell’incantatore, un segreto poetico e doloroso della vita che si nasconde nel silenzio delle liquefazioni. Droghe nelle erbe, nei funghi, nel papavero:’ ma in un pezzo di réclame staccato dal muro, in un francobollo usato, in una foto di famiglia irradiante la pura idiozia, chi potrebbe immaginarle? Eppure un collage irrazionalmente sapiente, ordito coi più umili e bastonati ingredienti, arriva a distillarne energia allucinogena, e fortissima, nel grande operare magico della combinazione.

Guido Ceronetti, «Colla collage collant», La Stampa. 20 luglio 1983

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