Sempre più veloci ma per andare dove

Marconi e Tesla, i maghi senza fili

Un notizia meravigliosa e tale che solo pochi anni fa sarebbe parsa incredibile, inverosimile si sparse in questi giorni per ogni dove, destando ovunque l’ammirazione, lo stupore e la sorpresa. Chi dunque ha osato affermare che questa non è più l’epoca dei miracoli? Eccolo qua un miracolo e nessuna fantasia di romanziere saprebbe inventarne uno più straordinario di questo, che il genio e la tenacia di un giovane scienziato italiano, Marconi, hanno or ora prodotto.

Traverso l’Atlantico, traverso tremila miglia di Oceano, senza alcun filo conduttore, una segnalazione è stata trasmessa; l’Europa e l’America hanno comunicato tra loro senza alcun mezzo apparente di comunicazione.

Che cosa importa se il dispaccio si ridusse a una lettera sola, ad una semplice S? che cosa valgono le magre obbiezioni od i poveri dubbi di pochi scettici? Marconi, colla fiducia del genio, ha dichiarato che il suo esperimento è riuscito, e ad un uomo che ha già operato i miracoli, che egli ha operati, si può, anzi si deve credere.

Così la lontananza, già abbreviata, già ridotta dalle ferrovie, dai telefoni, dai telegrafi ordinari, viene addirittura con quest’ultima scoperta, annichilita. Giulio Verne stesso che pure colla sua immaginazione ha divinato tanti meravigliosi trovati scientifici e precorso molte modernissime invenzioni non ha mai sognato che un giorno, ed un giorno prossimo, gli uomini avrebbero potuto comunicare così, traverso lo spazio, in un modo che si potrebbe quasi dire telepatico.

Mai i progressi si sono moltiplicati nell’ordine delle applicazioni scientifiche con tale prodigiosa rapidità quanto in questi ultimi tempi.

Ed ecco, mentre Marconi da un lato ottiene gli stupefacenti risultati che sappiamo colla telegrafia senza fili, un altro scienziato, il Tesla, dall’altro lato immagina addirittura un mondo trasformato per mezzo dell’elettricità.

la fantasia e l’ipotesi qui certamente spiegano libere le loro ali.

È così che il Tesla fantastica di rifare il mondo fisico con un migliore impiego delle forza che sono in nostro potere. Ciò che preoccupa infatti questo scienziato è la cattiva utilizzazione, lo spreco di tante energie che si trovano sparse intorno a noi e che così spesso non trovano applicazione.

Lasceremo noi adunque disperdersi più a lungo, senza assoggettarla ai nostri bisogni, questa enorme quantità di forza che il sole ci invia senza posa sotto forma di luce e di calore? Continueremo a sprecare il carbon fossile? Lasceremo noi il vento soffiare, i fiumi, i torrenti scorrere accontentandoci di catturare una parte così minima della loro energia?

Il Tesla si rappresenta una umanità rinnovata in cui tutte le forze della natura apporteranno una somma nuova di benessere e di felicità. Ed è l’elettricità che egli pensa adottare quale agente meraviglioso e docile, per questa trasformazione del mondo.

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La parte più fantastica delle teorie di Tesla sono ancora le applicazione che egli ne fa alla guerra dell’avvenire. Infatti mentre l’arte della guerra si è trasformata in questi ultimi tempi con ogni sorta di macchine, fucili, cannoni perfezionati, palloni dirigibili, ecc., Tesla pensa ora di spingere fino all’assurdo direi quasi, tale trasformazione, surrogando lo stesso soldato da un apparecchio costruito in modo da agire quasi come un essere dotato di intelligenza.

Tesla ha già costruito un automa di questo genere : il teleautomata. Questi automi , procedendo o retrocedendo a seconda dei nostri ordini, sarebbero destinati a surrogare i nostri battaglioni e i nostri reggimenti. Impassibili i popoli assisteranno all’urto di queste macchine e la vittoria sarebbe di quello i cui automi sarebbero più perfezionati...Si giungerà a questo?

Negare a priori sarebbe assurdo. Marconi e Tesla preparano certo all’avvenire le più grandi imprese.


[Numero: 169]