Sempre più veloci ma per andare dove

G dopo G stiamo arrivando a Dio: preparatevi all’Ipermondo

Il 5G è la profezia della fine del mondo. La sua imminente epifania è attesa come un Big Bang, un fragoroso esplodere che cancellerà tutto quello su cui oggi abbiamo appoggiato le nostre fragili speranze di immigrati digitali. C’eravamo quasi abituati al passaggio evolutivo che, in questo ultimo quarto di secolo circa, ci ha visto transitare dal telefono attaccato a un filo allo smartphone.

Abbiamo tutti pensato che ci saremmo fermati almeno per una generazione, ora che ci illudevamo di portarci un’estensione della nostra anima in tasca, di raccontare ogni istante al mondo intero la nostra fantastica avventura quotidiana quella che, prima, pensavamo fosse solo una vita come tante.

Invece stavamo scherzando, tutto questo è una banale quisquilia, corrisponde alla punta di freccia di selce scheggiata rispetto al missile intercontinentale, siamo ancora all’era digitale che sarà detta “delle caverne”, il vero salto evolutivo lo faremo solo quando il 5G si manifesterà tra noi.

Al momento già sappiamo che saremo divisi tra quelli che ce l’avranno e quelli che resteranno nella barbarie ancora per almeno altri 10 anni. Il 5G acuirà le distanze tra eletti e reietti, anche se in apparenza sembra l’abbiano pensato per accorciarle. Alla domanda del perché ci serviva un 5G, al momento i più tra noi sanno rispondere che ci serve per andare più veloci… Eh sì, fosse solo quello sarebbe ben poca cosa… Il 5G non è un acceleratore di connessione, il 5G è la chiave che farà aprire lo stargate verso un nuovo pianeta, che crescerà sospeso sopra quello che abbiamo sempre abitato, in cui i solo più fortunati di noi saranno risucchiati come da un buco nero.

Dobbiamo cominciare ad allucinare Il 5G come un’ulteriore dimensione, che si aggiungerà alle tre che limitano i nostri orizzonti, il 5G è un ipermondo dove entreremo dalla testa ai piedi, assieme alla nostra lavatrice, il nostro frigorifero, l’impianto stereo, il televisore e tutti gli aggeggi elettronici di cui ci serviamo. Vedremo la ferraglia di casa animarsi, prendere vita, alzarsi e camminare come in un film di Trasformers. Saremo interconnessi con i nostri elettrodomestici, con gli elettrometrici di altri umani e tutti assieme , uomini e macchine ci andremo a fare una pizza e chiacchiereremo tra noi come vecchi amiconi.

I profeti già ci ammoniscono sul fatto che noi, uomini dell’antica stirpe del 4G, non possiamo nemmeno immaginare come cambia la vita quando si cresce di un G. Non ci saranno limiti di connessione e nemmeno differenze tra rete di casa e i giga del telefonino, immaginiamo di cominciare a vivere dall’altra parte, di essere già collegati noi, veri hub umani, dentro a una rete che ci attraverserà come la supervista di Superman

E dopo il 5G?

Non abbiamo abbastanza neuroni in questa fase evolutiva per solamente immaginare cosa sarà il mondo del 6G, anzi probabilmente al tempo del 6G nessuno avrà ancora bisogno d’immaginare, ci si aprirà un menu direttamente in testa per accedere a tot porzioni d’immaginario condensate in dei file, come fossero telefilm. Conserveremo le energie per preparaci al successivo salto nei 7G che porteranno l’umanità alla fine assoluta di ogni conflitto, ogni granello di materia terrestre sarà tracimata dall’altra parte e il pianeta Terra resterà disabitato.

Noi umani proseguiremo a far emancipare la nostra stirpe, G dopo G, avvicinandoci sempre più alle sfere celesti. I mistici visionari prevedono che nell’empireo del 10 G finalmente ci connetteremo a Dio, senza dover più imporci rinunce, astinenze, digiuni e preghiere. Il paradiso sarà il selfie totale della carne trasformata in spirito per cosmica connessione.

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