Ragazzini in prima linea

Mulini imbiancati

L’ultimo è un quindicenne di Torre Maura, coraggioso come si è a quell’età, e ancora più saggio, che senza slanci epici affronta il muso di uno di Casapound, e gli dice che prendersela con le minoranze è soprattutto inutile – e le minoranze in questione sono i Rom. Prima c’erano stati i prodigiosi ragazzini di San Donato Milanese, cinematografici nel mettere nel sacco il sequestratore del loro autobus, e poi dialetticamente all’altezza del ministro dell’Interno. E l’esordio di questa stagione infantile (prendete l’aggettivo alla lettera, o in accezione critica, è indifferente) appartiene a Greta, la svedese di sedici anni capace di mobilitare il mondo a favore dell’ambiente e contro i sensi di colpa. Ora parrebbe che tutto di un colpo gli adolescenti e i preadolescenti abbiano scoperto la pietra filosofale, e sappiano tramutare in oro la nostra chincaglieria. Ma sempre chincaglieria rimane. Immigrati, imputati, bambini, raccattiamo a sostegno dei nostri pregiudizi e del nostro miserabile dibattito pubblico qualunque appiglio, chiunque sia più indifeso che davanti a un neofascista o a un pazzo terrorista. E’ sempre slogan, figurina, emozione mulino bianco, e che ci si manifestino come apparizioni celesti i tredicenni, i quindicenni e o i sedicenni, non dice tanto di loro e della loro età, ma di noi e della nostra.

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