Ragazzini in prima linea

L’ultima spiaggia

Il mondo salvato dai ragazzini è una vecchia leggenda. Una leggenda edificante e purgativa, quando le cose si mettono male che non si sa più a che santo votarsi, allora ecco che torna la leggenda dei ragazzini che ci salveranno. Prendiamo a confidare nei ragazzini quando perdiamo la testa, letteralmente, quando tutto il nostro adulto ragionare, la nostra plurimillenaria competenza sul mondo ci porta al baratro della disfatta, la disfatta morale che precede le altre più pratiche. Allora ci tornano in mente i ragazzini, gli esseri che per il resto si aggirano invisibili, insondabili, inclassificabili e di nessuna utilità. Chi se li fila mai i ragazzini? I bambini ci piacciono, gli adolescenti ci inguaiano, i vecchi ci tormentano, ma i ragazzini, neanche ti ricordi di averceli per casa al di fuori dell’orario dei pasti, e quando vai a ritirarli alla palestra e te li ritrovi insudiciati e discinti a volte ti confondi.

Colpa loro, perché sono radicali dell’estraneità, volubili e svagati cronici, e non c’è verso di scambiare con uno di loro a caso due parole che sono due con un po’ di senso. Crescono tra di loro, a scuola, per le strade, nei parchetti e negli oratori, stormi disorganizzati, crocchi senza una regola, famiglie di fratelli orfani per elezione; eppure si tengono stretti l’uno all’altro, al bisogno si soccorrono, su chi potrebbero confidare altrimenti? Naturalmente tutto questo ci induce qualche senso di colpa, e il senso di colpa ci induce a elaborare una efficace strategia risarcitoria, è quello che sappiamo fare meglio di quasi tutto il resto. Ecco come è nata la leggenda dei ragazzini salvatori sull’ultima spiaggia del mondo, del nostro mondo, riedizione pratica dell’ancor più antica leggenda degli dei stranieri, degli eroi venuti da un altro mondo, degli alieni purificatori. Già, il negletto dio ragazzino che con il suo ditino sul buchino della grande diga salva la nazione tutta. Sciocchezze, non saranno i ragazzini a salvare il mondo, ma se riusciranno a salvare se stessi, magari gli verrà di metterci una pezza.


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