Ragazzini in prima linea

La mia vita è come un video. Il segreto di un milione di fan

Se sei over 30 è difficile che mi conosci; oppure hai un gran gusto». Luis Sal ha coniato da sé una presentazione eccellente, che si porta dietro un sottinteso niente male: sotto ai 30 anni mi conoscono tutti. Da sempre appassionato di «disegno, fotografia e video, soprattutto video» è nato il 18 giugno del 1997 a Bologna, in una famiglia «abbastanza immersa nel mondo dell’arte». Filma praticamente ogni cosa che gli capita e che vede fin da bambino, e ha iniziato a smanettare con i programmi di montaggio alle elementari. Per allenarsi seguiva le manifestazioni della sua città armato di telecamera . Non racconta molto altro di sé, e anche se viene classificato come uno youtuber - è seguito da un milione di persone su You Tube e qualcuna in più su Instagram - professionista, non si sente di far parte a pieno titolo della categoria. «Amo raccontare storie, più di tutto. E filmo tutto quello che mi capita. Solo oggi, e non è successo niente di speciale, ho girato dieci filmati - racconta -. Su You Tube si può trovare di tutto, chi sta ore a giocare sui videogiochi, i tutorial di qualsiasi cosa. Io giro video da sempre, ma ho deciso di pubblicarli online solo quando ho avuto in testa un piano assolutamente preciso di quel che avrei fatto».

Il suo debutto su You Tube è del 2017, con un video dove mangia - almeno ci prova - due chili e mezzo di cornflakes. È stato visto più di un milione di volte. Tra le sue creazioni più celebri, c’è Bei rutti a Beirut. Sono solo due minuti di storia, che racconta esattamente quel che si può immaginare: va in aeroporto, decolla, atterra, dorme, compra una bottiglia di Coca Cola, rutta in strada, e torna indietro. Ha un’autentica comicità nonsense, a volte demenziale altre surreale, e una grandissima abilità nel montaggio. Che poi è anche il suo lavoro. «Tutto quel che pubblico è assolutamente ideato e creato da me. Faccio quello che mi appassiona, solo quando mi sento sicuro. Non mi importa se alle persone piace, quel che pensano, come mi giudicano. Deve piacere a me». Niente di più lontano dall’idea degli youtuber prima maniera, per ore davanti al pc, passate a raccontare la propria vita per conquistare i fan, in molti casi senza poi mostrare grandi abilità. Quella di Louis invece è girare e montare, la sua costanza si vede nell’avere poco più di vent’anni e un archivio immenso. «Non so di preciso quante ore di filmato ho della mia vita, ma so che sono 100mila video. Archiviati non con grande precisione, ma mi ricordo tutto - spiega -. Di questi ho usato solo lo 0,2 per cento. l’ho calcolato. In due anni ho pubblicato 120 video. Pochi vero?». Pochissimi, anche perché le star viaggiano su altri ritmi. Altro che improvvisatore, Luis Sal è un perfezionista. Anche se tra le prime informazioni che si trovano su di lui online ci sono il nome della nuova fidanzata e le amicizie celebri - è stato uno degli invitati al matrimonio più social della terra, quello dei Ferragnez - non racconta la sua vita quotidiana in presa diretta. Di lui si sa che ha fatto la quarta superiore in Idaho, negli Stati Uniti, dove è nata la sua passione per la palestra. Ha lavorato in un bar, non gli dispiacerebbe aprirne uno, ha frequentato - ma per poco - l’università. Ha due fratelli, ma non ne parla quasi mai.

Il suo video più visto si intitola Ciao, mi chiamo Luis, una sorta di canzoncina che ha dato anche il nome al suo libro, edito da Rizzoli. Non è una biografia, ma una raccolta di spunti e disegni. «Ho scritto un libro solo quando ho avuto l’assoluta certezza di poter fare tutto da solo, senza qualcuno che scrivesse per me». Tra le prime frasi: «Scrivo un libro perché è impossibile stampare un video» e «Se c’è una cosa che non puoi mai fare, quella cosa è mollare». Una specie di manifesto generazionale, con un invito chiarissimo. «Quel che penso è che bisogna agire, muoversi, smettere di annunciare che si farà e fare. Hai un’idea? Realizzala e basta».

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