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Wilfredo Leon: “Sono forte come un elefante. Con Perugia vado a caccia di record”

roberto condio  
30 marzo 2019

Wilfredo Leon, 25 anni, buca il muro di Modena con gli azzurri Anzani e Zaytsev. Il cubano è diventato polacco per matrimonio

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Al via i playoff del volley. L’asso cubano per un Triplete che manca dal ’97
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Si chiama Leon, salta come un grillo e, nonostante i due metri, sa essere agile come una gazzella. Eppure gioca a volley con il 9 sulla maglia «perché a Cuba è il numero dell’elefante, l’animale in cui mi identifico: è grosso, forte, non ha paura, quando fa un passo è imponente e se ti trovi lì sotto sei spacciato». I «passi» micidiali di Wilfredo Leon sono schiacciate e battute al limite dell’incontenibile: hanno subito fatto vittime anche da noi, dopo 4 stagioni da pigliatutto col Kazan russo. Con Perugia ha vinto Coppa Italia e regular season e domani comincerà da favorito il playoff contro Monza, dopo aver fissato il record di ace in campionato alla terrificante quota di 94. E il bello deve ancora arrivare.

Lei ha solo 25 anni e meraviglia da quando non ne aveva nemmeno 15. In Superlega s’è già visto il miglior Leon?

«No, qui sono agli inizi. Mi manca qualcosa per il top. Lavoro duro per arrivarci nelle partite che tutti aspettano».

Tra playoff e Champions avrete 45 giorni di fuoco.

«Facciamo un passo alla volta, ma siamo qui per questo. Per provare a vincere tutto anche se non sarà facile».

Sa che può aiutare Perugia ad aggiornare la storia?

«So che dal 2005 nessuno vince il tricolore per due anni di fila e che l’ultimo Triplete scudetto-Coppa Italia-Champions fu di Modena nel 1997».

Sa anche che nessuno ha mai vinto la Champions cinque volte consecutive?

«No. Credevo ci fosse riuscito Gutsalyuk, mio ex compagno di Kazan».

Errore: ha sei coppe ma con un buco di un anno in mezzo.

«Ok, ci proverò: è un obiettivo. Intanto, però, voglio il mio primo scudetto in Italia».

Chi è il rivale numero 1?

«Tutti, perché qui non ci sono squadre deboli. Monza, ad esempio, è finita ottava ma è la sola ad averci battuto in casa. E la sfidiamo subito».

Bilancio dei suoi primi mesi italiani?

«Non era cominciata benissimo con il ko in Supercoppa, ma la squadra era molto nuova. Ora sono contento. Ambiente eccezionale, tifosi splendidi, gioco di qualità e ben più stabile che in Russia».

Un asso come lei qui può continuare a migliorare?

«Certo: in generale, tecnicamente. Per il lavoro intenso in allenamento e per il livello richiesto in ogni partita».

La sua Italia com’è?

«Con poco tempo libero, purtroppo. Sono stato a Siena, Assisi, Firenze, al mare vicino a Senigallia con mia moglie e la nostra Natalia. E mi sono presto innamorato della pasta, in particolare cannelloni. E la carbonara, che però mi tocca evitare perché troppo grassa».

C’è almeno una cosa che non le piace di noi?

«Ristoranti e negozi fanno pause troppo lunghe. Non me l’aspettavo. Non è bello trovare chiuso nei rari momenti liberi».

Temperature a parte, la differenza più grande tra Italia e Russia?

«Lo stile di vita. Là sono più chiusi, stanno molto in casa. Qui siete aperti, e un cubano si trova bene».

A proposito di Russia, mercoledì sfiderà da ex il Kazan. Ha sentito qualcuno?

«Certo, restiamo amici ma ora saremo rivali. Hanno faticato più di noi, ultimamente. Ma il passato non conta: è da adesso che si fa sul serio».

Perugia l’ha presa per vincere tutto. Sente la pressione?

«No, davvero. A questo punto arrivano solo club che si sono tutti rinforzati per vincere».

Quest’estate lei ci proverà anche con la Polonia, tre anni dopo il matrimonio con Malgorzata.

«Finalmente. Il debutto ufficiale sarà in casa ad agosto nel preolimpico: per Tokyo dovremo battere la Francia».

Riuscirà a fermarsi un po’ tra club e Nazionale?

«Assolutamente: prima a casa mia, che ora è la Polonia, poi in vacanza a Cuba».

Lei è diventato il CR7 del volley: chi ha più chance di vincere la Champions?

«Non dipende solo da noi, anche se nel calcio le prodezze individuali possono pesare di più. Io mi auguro solo che l’Italia a maggio abbia due nuovi trofei da festeggiare».

Ha avuto modo di incontrare il suo “gemello” Ronaldo?

«No, ma mi piacerebbe. Magari anche solo per una foto. Sarebbe interessante. Non so quanto per lui...». Il messaggio è lanciato: sappia, il portoghese, che nel volley non c’è un Messi. Leon è davvero l’incontestabile numero 1.

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