Brexit o non Brexit W Londra

Quel tavolino al Reform Club

Il capo cantiniere del Reform Club mi dice che nella Coffee Room è ancora segnato con apposita didascalia il tavolino dove per non pochi decenni Giuseppe Mazzini ha potuto passare lunghi pomeriggi tramando in solitudine o con la crema della radicalità britannica e europea per la rivoluzione italiana e la repubblica universale; ha bevuto molto caffè e molto tè e non di rado anche qualche pasticcino senza che il tesoriere del club si sognasse di chiedergliene il conto, era noto che il grande politico e filosofo avesse a malapena i tre penny per pagarsi il suo cattivo sigaro, i suoi conti li sistemavano Thomas Carlyle e Charles Dickens, i suoi soci protettori. Giuseppe Mazzini era un vero londinese, quando il generale Garibaldi arrivò a Londra, e tutta la città si fermò per fargli festa e alla regina Vittoria venne un colpo perché quel selvaggio aveva fatto uscire per strada molta più gente di quanta ne avesse vista per la sua incoronazione, beh, è al suo tavolino al club che Mazzini lo ha aspettato. Era talmente londinese Mazzini, che quando il Times scoprì che i servizi segreti gli controllavano la posta cadde il governo, quando si seppe della sua morte gli operai della città proclamarono il lutto universale dei lavoratori. Anche il cantiniere del club è un vero londinese. È nato in Calabria e fino a dieci anni fa faceva il segretario dell’ARCI a Bologna intanto che studiava enologia; è stato assunto a seguito di due colloqui digitali e uno analogico in sede; è piuttosto giovane e il club aveva bisogno di svecchiare la sua cantina, all’inventario è una cantina che vale qualcosa di più di un milione di sterline, adesso ai soci non si versano solo vini francesi, ma stanno imparando ad apprezzare anche i sudafricani, i cileni, gli australiani, e anche i meno banali degli italiani. Passando tra le antiche poltrone di cuoio dove giacciono i soci in contemplazione postprandiale della disfatta britannica sul suolo d’Europa, ha notato che qualcuno tra loro ha uno o più buchi nella suola delle scarpe cucite a mano, tali e quali Giuseppe Mazzini, anche loro molto, molto londinesi.

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