Brexit o non Brexit W Londra

Adele, i Coldplay, Ed Sheeran fanno Pil ma l’utopia è finita

Swinging London» è stata un’espressione così forte vivace e veritiera, che mai nessuno ce la toglierà dalla testa e London resterà swinging per sempre, anche adesso che cammina cercando di non agitarsi. Keith Richards a 75 anni sta cercando di smettere di fumare, Elton John (a 72) di tenere concerti: ma musica è un vizio naturale, spesso benefico, e in Inghilterra anche un pochino di più che altrove; c’è un culto e una cultura degli artisti nazionali, un rispetto che nel tempo ha riempito il paese di baronetti, spesso anche perché la loro arte contribuisce in modo deciso al Pil del paese.

Ma sarebbe insincero affermare che quel clima effervescente, quella creatività benedetta dagli dei che si sparse per il mondo, siano rimasti uguali fino ai giorni nostri. Sinusoidi sono svolazzate nell’etere, in cinquant’anni; e a parte i seminali Radiohead, né nuovi Beatles né nuovi Stones sono rotolati dentro le nostre orecchie, almeno non con lo stesso impatto sulle vite e sull’inconscio collettivo. I tempi si riflettono sulla musica e se una cometa c’è stata davvero è stata donna, quella Adele che intitola i dischi con i numeri dei suoi anni e adesso che ne ha 31 tace e minaccia di farlo per sempre, almeno dal vivo. Adele (sempre un po’ come in pantofole, dunque riconoscibile nella condizione umana più che divistica) ha conquistato il mondo con voce piacevolmente roca e canzoni disperate che rispecchiano il vissuto comune perché cullano e riescono anche a confortare, come se la fiction alla fine virasse in positivo. Prima di lei, ormai affidata al paradiso degli artisti, ben altra inquietudine e irrequietezza erano incarnate da Amy Winehouse: aveva solo 5 anni più di Adele ma cantava antico, con antichi tormenti. Vista con gli occhi di ora, appartiene a un mondo che da quando se ne andò, nel 2011, è irrimediabilmente cambiato.

Se il Terzo Millennio, nella London che swinga meno, reca il segno di queste due ragazze, il presente fuori da Downing Street (la via in questo momento più punk che ci sia) non si ispira ai Clash di Strummer. E non è nemmeno rock o dark ma ha invece i capelli rossi di Ed Sheeran, il neo-menestrello che giura di ispirarsi (anche) a Bob Dylan e agli irlandesi. Ci sono là fuori, nel mondo, torrenti tumultuosi di ragazze e ragazzi che combattono da mesi per avere una sedia ai suoi futuri concerti perennemente esauriti. Era un busker che dormiva in metropolitana, ora - l’anno scorso - Forbes ha calcolato che guadagni 85 mila euro al giorno. Con qualche processo per plagio, le sue canzoni semplici, guidate dalla chitarra, di amori rimpianti o nostalgie, dal pop-folk si sono allargate spesso ad abbracciare le sonorità più varie che entrano nei sentimenti di ogni latitudine. È un amalgama un po’ inquietante, dove a prevalere sembra il marketing più che l’ispirazione.

In rapporto agli eroi della Swinging London storica, lo stile di vita di questo campione di gradimento è di profilo bassissimo. Abbandonate le prime esperienze glamour del successo, è tornato alla fidanzata del liceo e minaccia ora (come Adele) di ritirarsi per avere un figlio, lasciando nel panico i fans. Sono gli orizzonti e i sogni, ad essere cambiati, in un mondo proiettato ora all’interno della tranquillità personale invece che sulle capacità visionarie e utopie magari distruttive: una tendenza alla quale si sono intanto adeguati anche i Coldplay, altra cassaforte del consenso britannica. Erano una band carismatica, stile riconosciuto e profilo nobile; sono un gruppo “per tutti”, pronto a cambiare sempre seguendo l’umore, e a inglobare il mondo dei giovanissimi con trovate spettacolari all’interno dei concerti: come i famigerati braccialetti luminosi che si accendevano ai polsi dei fans su comando della produzione. Per averli criticati, all’epoca, fui sommersa di centinaia di mail ferocissime, da ragazzi ma anche dai loro padri.

Quel che non cambia nella vecchia Inghilterra, dunque, è proprio l’impero dei guadagni generati, allora come ora, dalla musica popolare che si è trasformata in una scientifica, inarrestabile macchina da soldi. Si calcola che, insieme, Adele, i Coldplay, Ed Sheeran e Sam Smith (coevo lanciatissimo di Sheeran, però soul) sostengano ora l’intera industria della musica britannica. E incidano inevitabilmente, ancora, sul Pil.

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