Il paese dei figli unici

Peter Pan: tutti i bambini crescono, meno uno

Tutti i bambini crescono, meno uno. Sanno subito che crescono, e Wendy lo seppe così. Un giorno, quando aveva tre anni, e stava giocando in giardino, colse un fiore e corse da sua madre. Doveva avere un aspetto delizioso, perché la signora Darling si mise una mano sul cuore ed esclamò, -Oh, perché non puoi rimanere sempre così!- Questo fu quanto passò fra di loro circa l’argomento, ma da allora Wendy seppe che avrebbe dovuto crescere. Tu sai questo quando hai due anni. Due anni sono l’inizio della fine.

Come si sa, i Darling abitavano al n. 14 e prima della venuta di Wendy la mamma era la persona più importante. Era una signora graziosa con un’anima romantica e una bocca dall’espressione dolcemente canzonatrice. La sua anima romantica era come quelle minuscole scatole, una dentro l’altra, che ci vengono dal misterioso Oriente: per quante tu ne scopra ce n’è sempre ancora una. E la sua bocca dolcemente canzonatrice aveva un bacio che Wendy non poté mai avere, sebbene fosse proprio lì, bene in vista, nell’angolo destro.

(...) Prima venne Wendy, poi Gianni, poi Michele.

(...) Non ci fu mai una famiglia più semplice e più felice di quella, prima della venuta di Peter Pan. La signora Darling sentì parlare di Peter per la prima volta una sera che stava riordinando le menti dei suoi bambini. Fa parte delle abitudini serali di ogni buona mamma, dopo che i bambini si sono addormentati, rovistare nelle loro menti, sistemando tutto per la mattina dopo, rinvoltando per benino e rimettendo al loro posto tutti gli oggetti che durante il giorno sono stati portati in giro qua e là. Se vi riuscisse di restare svegli (ma naturalmente non vi riesce) sorprendereste la vostra mamma in questa occupazione e trovereste la cosa molto interessante. (...)

Non so se abbiate mai veduto la mappa della mente d’una persona. Qualche volta i dottori disegnano mappe di altre parti del corpo e può essere che la vostra mappa risulti straordinariamente interessante; ma sorprendeteli mentre cercano di disegnare la mappa della mente di un bimbo, la quale non soltanto è confusa ma non sta ferma un minuto! Ci sono linee a zig zag, proprio come quelle che indicano l’andamento della vostra temperatura sopra un foglio, e queste sono probabilmente strade dell’isola; perché l’Isola che non c’è è sempre più o meno un’isola con meravigliosi sprazzi di colore qua e là e scogliere di corallo, e una nave al largo dall’aria poco raccomandabile, e selvagge tane solitarie e gnomi che per lo più sono sarti e caverne attraverso le quali scorre un fiume e principi con sei fratelli maggiori e una capanna in rovina e una vecchierella piccina picciò col naso a uncino. (...)

Naturalmente le Isole che non ci sono variano un bel po’. Quella di Gianni, per esempio, aveva una laguna con fenicotteri che ci volavano sopra e che lui pigliava a fucilate, mentre Michele, che era molto piccino, aveva un fenicottero con lagune che ci volavano sopra. (...) Gianni non aveva amici, Michele aveva amici di notte, Wendy aveva per compagno un cucciolo di lupo abbandonato dai genitori. Ma nell’insieme le Isole che non ci sono hanno tutte un’aria di famiglia e se stessero ferme, in riga, si potrebbe dire di loro che hanno l’una il naso dell’altra e così via. (...) Anche noi ci siamo stati, un giorno; possiamo ancora sentire il frastuono dei cavalloni, ma non vi sbarcheremo mai più. Di tutte le incantevoli isole, l’Isola che non c’è è la più concreta e solida; non vasta ed estesa, sapete, con noiose distanze fra un’avventura e l’altra, ma tutta ben riempita. (...)

Ogni tanto, nei suoi viaggi attraverso le menti dei bambini, succedeva alla signora Darling di trovare delle cose che non capiva: fra queste quella che la imbrogliava più di tutte, era la parola Peter. Non conosceva nessun Peter, lei, eppure ritrovava questo nome qua e là nelle menti di Gianni e di Michele mentre la mente di Wendy cominciava a esserne scarabocchiata da cima a fondo. Il nome appariva in lettere più vistose di qualunque altra parola e, fissandolo, la signora Darling sentiva che c’era in questo nome qualche cosa di stranamente impertinente.

– Sì, è piuttosto impertinente – ammise a malincuore Wendy quando la mamma l’interrogò in proposito.

– Ma chi è, tesoro mio?

– È Peter Pan, mamma, capisci.


[Numero: 165]