Gira la bussola del vino

Il marketing dei vignaioli

Da bambino ero un po’ anemico, cosicché per la colazione mattutina mi era riservata una dieta speciale, il dottor Rocchi, che mi aveva messo al mondo e salvato dalle insidie della mortalità infantile, insisteva che il sangue si fa la mattina presto e mai più; dunque questa era la mia colazione curativa: un uovo crudo ancora caldo di culo di gallina, un caco nell’inverno e fichi nella bella stagione, un pizzico di limatura di ferro dell’officina di mio zio Mattutino involto in un’ostia, non consacrata, da ingerire con mezzo bicchiere di vino rosso, in occasioni speciali, tipo febbri di crescenza o tosse canina e asinina, il vino rosso veniva sostituito da un bicchierino di Ferrochina Bisleri.

Funzionava, andavo a scuola che mi sentivo un leone, andavo con la mia banda a menarmi con quelli della via Fonda e mi facevo onore; va da sé che la medicamentosa dieta ha portato come effetti collaterali un odio per i cachi e i fichi e una spiccata propensione all’alcoolismo. E infatti oggi vivo in una casa con cento metri quadri di cantina piantata nel mezzo di una vigna di Sangiovese, con un po’ di Riesling, che oggi senza un po’ di Riesling non si va da nessuna parte, diciotto ettari di vigna non un filarello. Ma non sono un beone, questo no, e la cantina è sempre piena, ricolma di tutto il vino che non ho bevuto. Non bevo i vini che mi regalano, mi regalano sempre del vino, tutti regalano vino a tutti, perché in genere mi regalano i vini di gran moda e io quelli non li capisco, privo come sono degli strumenti culturali necessari. Vini molto raffinati, molto costruiti, molto digitalizzati, vini spremuti da rarissimi vitigni impudentemente resuscitati da un pietoso e ragionevole oblio; vini per questo molto cari, che se fossero smerciati al prezzo che valgono non li vorrebbe nessuno da portare a casa della gente per non fare la figura dei taccagni, vini che piacciono ai cinesi perché non sanno troppo di vino, vini che fanno la fortuna dei vignaioli perché l’uomo del marketing gli ha messo dei nomi che sono irresistibili, come ci si può tirare indietro davanti a un Cento Lampade del 2014 a 150 euro la bottiglia?

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