La caduta delle élites

Il primo fu Potocki, poliglotta senza eredi

Quando sento pronunciare la parola élite aggettivata in europea, io per prima cosa metto mano a Potocki, il conte principe Jan Potocki, 1761-1815. Quell’uomo è l’essenza, la tintura madre, l’ineffabile icona, l’antesignano, l’aureo esempio, da lui in poi solo discendenti, prove di imitazione, a volte ben riuscite a volte pallide e stinte. Strategicamente polacco, generato da una schiatta di aristocratici agrari di rara ottusità reazionaria e bigotta, a vent’anni era già un intellettuale cosmopol...continua
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