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Velocità e set-up degli sci, Paris vola come in Formula 1

daniela cotto  
04 marzo 2019
AP

Dominik Paris, 29 anni e 14 vittorie in Coppa del mondo

Articolo selezionato dal quotidiano
Nella sua stagione da record cinque successi in coppa del mondo

I dettagli, la consapevolezza, la preparazione fisica e i materiali: i tasselli del mosaico di Dominik Paris, nel supergigante di Kvitfjell, in Norvegia, si sono incastrati alla perfezione per un altro capolavoro. Il quinto di un’annata eccellente che l’ha visto protagonista ad altissimi livelli in Coppa del mondo. Ma non solo. Domme, l’antipersonaggio, ora ha anche le mani sulla coppa di specialità, trofeo che non ha mai vinto e che chiuderebbe una stagione perfetta nella quale ha persino sfatato il tabù dei grandi eventi, prendendosi l’oro mondiale in superG.

Dominik vince il superG di Kvitfjell e va in testa alla coppa di specialità

Come succede in Formula 1 un pilota di talento su una monoposto ben bilanciata fa la differenza. Nello sci il set-up è altrettanto importante, poi c’è il cuore del campione, la sua forza e capacità di aggredire la pista: è questo il mix che ha spinto l’azzurro al doppio trionfo norvegese. «Quest’anno ho fatto un salto di qualità in tutto: un po’ di esperienza in più, poi la fiducia che arriva gara dopo gara e con quello cresce tutto». La ricetta è semplice: «Sono sempre più vicino al limite, una grande differenza rispetto al passato. La mia sciata funziona: sole, neve, vento, è lo stesso». La maniacalità è quella del campione: una dieta bilanciata, con qualche strappo per la Nutella a colazione, e l’allenamento fisico con Matthias Schnitzer, il preparatore dell’ex cannibale dello slittino Armin Zoeggeler, e con Giuseppe Abruzzini.

Subito in forma

Il primo segnale di un anno magico, Paris l’ha lanciato da subito, con il terzo posto nelle trasferte americane, a Lake Louise, in Canada, e a Beaver Creek, Stati Uniti. Tornato in Europa,a dicembre, ha sfornato la doppietta di Bormio e, a gennaio, il trionfo in libera sulla pista più amata, la Streif di Kitzbuehel, per chiudere con il doppio successo norvegese. «Ho fatto correre gli sci, in superG fa la differenza».

Ghidoni: “È più costante”

Il capo dei velocisti Alberto Ghidoni analizza la rivoluzione del talento azzurro: «Il segreto? La costanza. Negli anni scorsi a febbraio mollava, adesso non più. È scattato qualcosa dentro». Archiviate le gare di Coppa ora la testa va alle finali di Soldeu (Andorra) dove, dall’11 al 17 marzo si assegneranno le coppe. La squadra degli uomini-jet, rientrata ieri in serata dalla Norvegia, dopo un giorno di riposo, si sposterà sulla neve per gli ultimi test. Giorni importanti nei quali Paris dovrà restare concentrato. In palio c’è la coppa di superG, un gioco del destino se si pensa che da ragazzino andava sempre dritto perché detestava le curve. In classifica ha 330 punti, 44 di vantaggio sull’austriaco Kriechmayr. Senza fare troppi calcoli, gli basterà arrivare terzo a Soldeu per portare a casa il primo trofeo della carriera. «È vero che è vicino, ma parliamone dopo. In gara può succedere di tutto. Si fa in fretta a fare un errore». Paris, l’antipersonaggio, prima vince, poi parla.

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