Sesso maleducati a scuola

Come ho rischiato di andare in galera

Di mestiere sarei maestro di scuola, e questo ho fatto negli anni spensierati e belli dei ’70, tra i gabinetti dei ministri Misasi e Malfatti, democristiani che sapevano a memoria Benedetto Croce e i nomi e cognomi di tutti i bidelli d’Italia assunti per chiamata diretta, anni in cui alla scuola primaria italiana fu, misteriosamente, concesso di studiare e sperimentare forme inedite di alfabetizzazione e educazione, anni di sezioni a tempo pieno nei ghetti suburbani, anni di abolizione delle sezioni speciali e differenziali, anni che se la rivoluzione non l’avessero fatta le avanguardie operaie ci avrebbero pensato i bambini e le bambine con il sostegno teorico della matematica degli insiemi e quello logistico dei loro maestri coadiuvati dai nonni partigiani. A conti fatti, tra i tanti è stato il mio lavoro più interessante e di gran lunga il più gratificante; si mangiava persino bene a quel tempo a scuola, allora ognuna aveva la sua cucina e la sua cuoca e in collina anche l’orto, a San Venerio il venerdì c’era lo stoccafisso accomodato della cuoca signora Ines, venivano di nascosto anche gli stradini dell’Aurelia a prendersene un po’. Ho smesso quando per punizione mi hanno trasferito nella scuola più chic del centro città, sotto Natale ero già convocato in questura. Cogliendo l’occorrenza natalizia avevo proposto alla mia terza leva il tema del nascere e ogni alunno doveva proporre alla classe la sua fantasia di come era nato, questo nella forma di un gioco drammatico, una semplice rappresentazione scenica, un presepe personale, fu una cosa molto toccante e divertente. Per farla breve, una delegazione di mamme è andata in questura a dire che facevo le porcherie con i bambini, se non sono finito in galera è perché in questura ci è poi andata una delegazione a scagionarmi, in testa un nonno partigiano. Oggi le cose sarebbero andate diversamente, oggi nessuna delegazione si sarebbe tolta il disturbo di scagionarmi; oggi le mamme e i papà passano troppo tempo ficcati dentro i siti porno per non avere la certezza che il mondo è pieno zeppo di gran maiali, in primis gli insegnanti. E i nonni partigiani sono tutti morti.

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