Il grande fratello ce labbiamo in tasca

L’ignoranza è forza

È possibile che i nuovi potenti dell’Italia 2019 - come cyborg della politica digitale, programmati esattamente per questo - credano davvero alle bugie che dicono. È possibile che vivano inconsapevolmente educati nel mondo di 1984 e che, dei tre slogan del Ministero della Verità di Orwell («la guerra è pace», «la libertà è schiavitù», «l’ignoranza è forza»), abbiano introiettato tutto, specialmente il terzo: l’ignoranza è forza. Meno sai, più puoi dire. Meno sei responsabile, foss’anche solo della tua parola, più sei potente. La forza del Partito, in Orwell, si fonda sul livello di ignoranza in cui riesce a tenere le masse. Più sono allevate nel culto di una setta, meno sanno, più possono. Naturalmente c’è l’ignoranza brutale in cui va tenuto il popolo, ma anche l’ignoranza degli “eletti” del Partito, che si fonda su un’operazione più complessa, insegnata nello specchio del Grande Fratello: il bispensiero. «Sapere e non sapere». «Credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte». «Ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullavano a vicenda». È possibile che un viceministro dell’Economia, di fronte a un economista, ex ministro con lunga carriera internazionale che cita dei puri numeri, lo fronteggi affermando beffardo «questo lo dice lei». Quando nulla è vero, tutto è possibile.

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