Non piangere papà

Studia, mangia, gioca! La legge di mio padre

Devo molto a mio padre, ma quello che gli devo di più è che per tutto il tempo che ho abitato la sua casa sottoposto alla sua potestà mi è stato molto poco tra i piedi; lavorava dieci, a volte quattordici ore al giorno, arrivava per cena e non sempre, a volte la cena gliela portavo io nella gamella al cinema Smeraldo, dove arrotondava proiettando i film della sera, mi svegliava il mattino, prima di andarsene mi guardava e mi diceva, mi raccomando, dico solo questo, mi raccomando, e se ne andava,...continua
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