Homo in sapiens 2019

Non contiamo gli anni ci bastano i minuti

Non ho ancora capito bene cosa ci sia costato il contratto con il 2019, ma quello che è certo è che sono stati soldi spesi bene, ha fatto un lavoro da vero professionista, pulito e puntuale come un orologio atomico, un nanosecondo dopo le 24,00 del trentunesimo giorno del suo dodicesimo mese era già tutto finito, dissolto nel vuoto intergalattico, un gran bel servizio, niente da dire. Poi, certo, fai passare un paio di mesi in modalità stai a vedere e verrà il giorno che dovremo andarci a cercare un 2020 abbastanza referenziato per sistemare il 2019 che si è rivelato un osso ancora più duro del 2018; e constateremo che naturalmente ci verrà a costare qualcosina in più, ogni volta sempre qualcosina in più, è il problema con i professionisti, ma finché non si troverà un altro sistema abbozzeremo e pagheremo, cosa ci puoi fare.

Già, bisognerebbe trovare un altro sistema, ma intanto un altro sistema non è pervenuto. Abbiamo costruito il tempo, abbiamo preso il tempo e lo abbiamo riempito di anni, e adesso sono millenni che riempiamo gli anni di tutto quello che ci passa per la testa, e non uno, dico un anno che è uno, che ci sia venuto abbastanza bene da dire, mah, già che ci siamo vediamo di tirarlo per le lunghe, emendiamo il calendario una tantum. Mai, e perlopiù siamo in cerca dell’anno a venire per un ingaggio da sicario che ci risolva l’imbarazzo per l’anno in corso.

È stupefacente la stolidità con cui ci applichiamo, epoca dopo epoca, a perseverare nella conta annuale solo per ricavarne tristi, consuetudinarie sentenze che diverranno di lì a un volger di lustro sciocche cartoline nostalgiche. Io stesso ho maledetto interi decenni che oggi sono disposto persino a compatire; e se pure non oso farlo, dovrei chiedermi se per caso la mia aspettativa di vita non ammonti al necessario perché possa risolvermi a compatire l’anno appena trascorso. E dunque, senza volgersi a drammatiche rivoluzioni, io sarei per una modesta riforma del calendario, abroghiamo l’annualità e facciamola finita con questa stupida e crudele invenzione; per le necessità correnti bastano e avanzano i giorni, le ore, i minuti.

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