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Da Natale a Capodanno in famiglia o con gli amici giocare fa sempre bene

Giocare nelle festività è tradizione antichissima. Nell’antica Roma l’azzardo era severamente proibito: gli Edili perseguivano chi si dava agli astragali o ai dadi. Ma a dicembre, in occasione del solstizio, la celebrazione dei Saturnali portava banchetti, regali e un carnevalesco rovesciamento in cui i padroni servivano a tavola gli schiavi. In quell’occasione erano permessi i giochi proibiti nel resto dell’anno. Anche se, come ricorda Marziale che in quelle feste regalava astragali agli amici, molti preferivano usare come posta un po’ di noci anziché denaro. Le stesse noci con cui intanto i bambini facevano passatempi analoghi agli odierni giochi con le biglie.

La nascita del Natale cristiano

Senza una data certa per la nascita di Gesù, i cristiani fissarono il Natale in quegli stessi giorni. E ancora oggi si attende la mezzanotte della Veglia o si riempiono i giorni di ferie col mercante in fiera e il sette e mezzo. Magari puntando, anziché soldi, frutta secca e caramelle: proprio come i nostri antenati. Dadi e astragali sono però rimpiazzati dalle carte, giunte in Italia ormai sette secoli fa. In Inghilterra la loro prima testimonianza è una legge del 1461 che vietava di tollerare giochi di carte o dadi nelle proprie case, “tranne che nei XII giorni del Natale”, obbligando a licenziare i servi che avessero trasgredito. Le carte si affermarono già allora fra gli svaghi natalizi dei nobili inglesi. Da noi, ancora oggi durante le feste trionfano la zecchinetta, la meridionale stoppa, il siciliano Tivitti, la marchigiana petrangola, la bestia, il cucù e tanti altri giochi di carte. Tanto che per ricostruire un tradizionalissimo cenone il film Ogni maledetto Natale (di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, Italia 2014) inventa l’oscuro Spurchiafiletto. Un giovanotto cerca invano di capirlo, con esiti esilaranti, palesando la difficoltà a integrarsi in una famiglia altrui. Anche giochi meno tipici del periodo possono trovare spazio nelle festività, come accade al poker nel celebre Regalo di natale di Pupi Avati (Italia 1986). Ma non mancano passatempi diversi dalle carte, come il tipico baddarincu sardo che utilizza un girlo - una sorta di trottolina.

D’altro canto, c’è chi ritiene le carte un simbolo del vizio che non va accostato alle sante feste. Alcuni tra i più puritani coloni degli Stati Uniti appena fondati proibivano di danzare, cuocere mince pies, suonare strumenti musicali (con poche eccezioni) e giocare a carte durante le feste.

Non c’è divieto che tenga

La voglia di gioco, però, non riconosce i divieti. Nel 1734 padre Rocco, un domenicano che si impegnava molto per i napoletani meno abbienti, chiese a re Carlo III di abolire il lotto ritenendolo immorale. Il monarca osservò che era meglio non farlo: se non avesse organizzato lui un gioco di stato, la gente avrebbe trovato comunque modo di darsi all’azzardo, magari cadendo nelle mani di qualche biscazziere illegale e meno onesto. Padre Rocco insistette e alla fine i due concordarono almeno la sospensione del lotto nelle feste. E così i napoletani, a confermare le ragioni del re, con gli stessi numeri e le medesime combinazioni inventarono la tombola, ancora oggi il gioco-simbolo del Natale.

Negli anni ’80 si è affermato un nuovo filone di giochi in scatola, i party game, sulla scia di Trivial Pursuit e Taboo. Adatti a brigate numerose, sono semplicissimi e poco impegnativi. Non richiedono ponderate strategie, lasciando spazio a chiacchiere e battute durante la partita. Ottimi come strenne, sono anche entrati nelle abitudini festive di molti. Chi ne volesse di nuovi può provare il coloratissimo Dixit (ed. Asterion), che nella variante Odissey accoglie fino a 12 giocatori. O il coinvolgente Image (Oliphante), in cui occorre far indovinare qualcosa utilizzando una serie di icone stampate su carte trasparenti. O ancora Plagio (Giochi Uniti), dove si fanno punti continuando in maniera plausibile una serie di citazioni letterarie.

Per consentirvi di allargare il vostro repertorio di giochi natalizi nel rispetto di vari tradizioni, vi proponiamo una piccola carrellata di semplici e giocosi passatempi che non richiedono carte o dadi speciali, trottoline o strumenti specifici. Al limite, frutta o dolci di questo periodo.

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