italia al verde il partito ambientalista non cè

Ho chiuso con la pietà

Pare che il popolo non percepisca la gravità dei mutamenti climatici e l’imminente pericolo alla sua stessa sopravvivenza che ne deriva. Percepisce con fine sensibilità l’invasione negra, l’intrusione islamica, l’imminente evenienza di una morte violenta, ma non percepisce affatto l’agguato mortale che gli cova sotto i piedi e sopra la testa. Forse, assieme alla coscienza di classe ha perso la coscienza di specie, o forse gli va bene così, ha saputo darwinianamente adattarsi e ha imparato a prosperare nello stato di calamità; come dargli torto, le calamità gli portano risarcimenti, sussidi, cordogli, conguagli, esenzioni e condoni, lo stato di quiete non gli porta niente. Certo, per ottenerne i benefici bisogna sopravvivere alla calamità, ma è un pezzo che il popolo è comunque impegnato a sopravvivere in qualche modo e nonostante tutto. Forse la ribellione delle masse -qui cito dottamente Ortega y Gasset- a questo punto non è volta solo contro i politici magna magna, le élite, la stampa, i poteri occulti, ma anche contro l’ecosistema locale, il pianeta in generale, e siccome la percezione del nemico tende a non concedersi limiti, al popolo finisce per essergli nemica la sua propria specie e forse anche Dio.

Intervistata a posteriori nel fango dell’ultimo e centesimo cataclisma, la rappresentante locale di Casteldaccia dell’abusivismo popolare universale, ha confessato tra le lacrime che non lo sapevano loro che bisognava chiedere il permesso di costruire la villa testé inabissata nel fango con notevole carico di vite umane in locazione. Allora mettiamola così, mettiamola che io non sono il popolo, io sono l’élite, sono l’ecobuonista, l’utile idiota fiscale, l’incondonabile nababbo, il dispregiatore del comune sentire, l’abitatore di casa antipaticamente certificata; essendo quello che sono ho preso in antipatia il popolo e ho deciso che non ne posso più. E per quello che mi riguarda ho chiuso con la pietà, l’esborso e il cordoglio, e di varie ed eventualmente prossime calamità non ne voglio più sapere; per quella roba non ho più lacrime e non ho più pena, e non più un centesimo, che non me ne stiano più a chiedere, e che vedano di non provare ad estorcermeli il mio centesimo, e la mia lacrima e la mia pena perché al proposito ho serissima intenzione di difendermi.


[Numero: 149]