un giornale di carta ti salva la vita

quel che resta sulle dita

Io me ne vado ancora a passeggio fiero col mio bel fascio di pagine stampate sotto il braccio o nella tasca e poi mi fermo a un bar per un aperitivo e sfoglio, leggo, sbircio, contento del reale fisico di quelle pagine pieghevoli, porose, così utili alla mente e piacevoli al tatto, felice persino se quel po’ di nero mi resta sulle dita. Quanto più nobile e concreto e vero, in quanto materiale, il mio giornale di questo poco schermo pallido, piatto e illusorio, sì, illusorio, e apparente, ben...continua
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