un giornale di carta ti salva la vita

Il lettore ideale

La lettera che pubblichiamo qui sotto ci è arrivata un anno fa e lungo tutti questi mesi è rimasta sul tavolo della redazione di Origami.

Abbiamo eletto il suo autore a “lettore ideale”, la sua letterina scritta a mano in bella calligrafia andrebbe studiata nelle scuole di giornalismo e pubblicata sui manuali di marketing destinati agli editori. Perché c’è il senso dell’acquisto, della lettura e della cura per il proprio giornale.

Come potete leggere il lettori ideale ha un rapporto anche fisico con il “suo” giornale di carta: lo guarda, lo prende, lo tocca, lo apre, lo richiude, se lo porta a casa. Si siede in un posto ben illuminato, lo legge, lo rilegge. Può essere d’accordo, ma anche no con quel che c’è scritto. Non importa.

Quello che conta è che giornale e lettore sono entrati in connessione,

e questo vale infinitamente di più del prezzo del giornale.

Ma c’è un altro protagonista in questa storia, fondamentale anche lui: l’edicolante che si chiama Ercole. Non è un semplice rivenditore, non è soltanto un buon commerciante che sa vendere la sua merce, è un medium ideale: conosce i giornali che ha in vendita e conosce i suoi clienti. Ed è qui che si chiude il cerchio virtuoso di questa piccola ma simbolica storia.

Prima di pubblicare la sua lettera nei giorni scorsi abbiamo chiamato al telefono il signor Di Fazio: ci ha assicurato che continua

ad acquistare e collezionare il nostro giornale.

A lui, ai tanti altri che ci hanno scritto e all’edicolante Ercole

è dedicato questo numero di Origami.

Gentile direttore,

per caso quel giorno, all’uscita del numero 1, il mio edicolante, abituato a vedermi ogni mattina e conoscendomi bene (io gli dico che è un privilegiato perché ha una finestra sul mondo) mi fece una battuta: “Angelo tu che ci regali ogni mattina una delle tue pillole di saggezza e buon umore, cultore della lentezza e della riflessione, stamattina non puoi non conoscere un nuovo e interessante settimanale: Origami”.

Detto fatto!

Il settimanale non mi ha più lasciato solo e l’edicolante, quando non mi vede, me lo mette da parte.

Ho voluto scrivervi dopo aver letto il fondo di Cesare Martinetti nel numero 100, perché ci ha confermato che l’intuizione dell’edicolante era stata felice ed in sintonia con l’editore.

Origami è diventato per noi motivo di confronto sull’argomento del giovedì e per me che lo colleziono, una sorta di salvadanaio dove attingo argomenti e riflessioni per le occasioni più diverse.

Quale meraviglia, quando, sfogliando i cento numeri mi sono accorto che mi manca il n. 37, ma che ho due numeri 35, uno datato 30 giugno-6 luglio ed uno 7 luglio- 13 luglio 2016.

Simpatico refuso che arricchisce la collezione.

Angelo Di Fazio

Genzano, Roma


[Numero: 148]