[Sommario - Numero 146]
Nube di parole
Gianluca Costantini - Gianluca CostantiniArtista, attivista e autore di graphic journalism Disegna lo sport per CNN. Il suo ultimo libro è “Fedele alla linea” edito da BeccoGiallo. Il suo sito è gianlucacostantini.com. Su Twitter è @channeldraw
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“Scialla, non è un pacco polacco!” Così si parla di libri su YouTube

Mentre sui quotidiani c’è sempre meno spazio per la critica letteraria e sempre più per qualcosa che somiglia alla promozione, ecco che, nell’epoca della disintermediazione, gli YouTubers arrivano con il loro linguaggio fresco e spigliato a sfilar di mano il predominio della cultura a polverose redazioni coperte di carta. E da una cameretta con un letto singolo e qualche quadro appeso, a renderlo appannaggio e appetibile con ironia e buon gusto anche ai più giovani (che certo in edicola non ci andranno ma su YouTube ci passano le giornate). Matteo Fumagalli, classe 92, si è inventato un modo per parlare di libri diretto ai suoi coetanei. Estetica video poco curata, camera fissa, l’unica cosa a cui viene dato rilievo sono le parole. Dieci minuti per presentare un libro. Un video al giorno. E, ogni tanto, si parla d’amore. Sempre con un linguaggio semplice, diretto. “Quasi fossi al bar” racconta. E una serie di parole che diventano man mano codici interni di comunicazione e identità, tormentoni.

Secondo te esiste un modo “giovane” di parlare di libri?

Non saprei. Di certo esistono tanti modi di farlo. Ma penso che l’aspetto più importante, soprattutto per avvicinare i giovani, sia abbandonare l’idea della lettura come dovere, ovvero l’idea scolastica. E riuscire a comunicare il fatto che leggere è bello, davvero.

Com’è iniziata la tua avventura da YouTuber?

Da un turbamento. In un supermercato. Sono passato di fronte allo scaffale dei libri e ho visto il libro di Barbara D’Urso “Ti si legge in faccia. I segreti del linguaggio del corpo che ti cambieranno la vita” accanto all’”Anticristo” di Nietzsche. Uno caso bizzarro del destino? Uno scherzo di un commesso particolarmente ispirato? C’era della bellezza in ogni caso. E ho fatto una riflessione: ma quanti libri assurdi si stampano ogni anno?

Parecchi. Come hai reagito allo shock?

Ho creato una pagina Facebook “Libri che ti fanno vergognare di esistere”, con mini recensioni di assurdità editoriali, libri brutti, bizzarri oppure anche belli ma dalle tematiche strane. La pagina è diventata virale in pochissimo tempo. E inizialmente il canale YouTube è nato come supporto alla pagina. Facevo video-reading dei libri più assurdi: il primo è stata una lettura delle poesie di Flavia Vento. In breve il canale è decollato e ho deciso di dargli un respiro più ampio, parlando di letteratura a 360 gradi e quindi anche dei libri che mi piacciono, di cinema, musica o, perché no, questioni di cuore. Unendo la formula di informazione e intrattenimento.

Per farlo hai inventato un vocabolario tutto tuo. Aiutaci a orientarci. Cominciamo con “subdoli”

Lo usavo spesso nei primi video del FumaCupido, una sorta di posta del cuore online. Dicevo sempre di “giocare subdolamente”. Da lì è arrivato poi subdoli. Che è diventata una sorta di parola chiave. E di riconoscimento.

Quasi come i “sorcini” di Renato Zero. Pacco polacco?

Il mattone senza speranza o il libro estremamente deprimente. Magari dell’autore morto suicida a 19 anni, meglio ancora se russo, polacco o giù di lì.

Libri trasgri?

I testi di argomento controverso o tabù.

FumaClassici?

Ovviamente i classici. A questi si sono aggiunti recentemente anche i FumaBu, tema horror o giù di lì.

Zero pacchi Solo Swag. Traduci

Anche questo motto arriva dalla posta del cuore. I ragazzi che mi scrivono spesso propongono problemi che da adulti sembrano superabilissimi. E allora è un modo di dire “Scialla”, state tranquilli, non preoccupatevi, non è un dramma.

Com’è cambiato il linguaggio d’amore dei ragazzi?

Il linguaggio, le parole usate, sono sempre in evoluzione. Ma le dinamiche, ho l’impressione, rimangono le stesse.

Che età ha il tuo pubblico?

Il target principale è quello dei tardo liceo-universitari, ma ci sono anche una buona fetta di persone che mi seguono che hanno tra i 25 e i 35 anni e molti tra i 13 e i 17. Il caso più strano forse sono i professori di liceo che commentano i video. Mi han detto che a volte hanno proiettato in classe la rubrica che tengo sui classici. Aiuto, il peso della responsabilità. Però ovviamente è qualcosa di cui mi sento onorato.

Quando hai compreso le potenzialità del mezzo che stavi utilizzando?

Quando ho citato “La nausea” di Sartre come mio libro preferito e ho iniziato a ricevere selfie di ragazzine di 13 anni che mi mandavano la foto con il libro. Hai voglia a dire “basta, fermatevi, la lettura è un po’ fuori target”. Lì ho capito le potenzialità del mezzo e come le persone possano essere avvicinate alla lettura se viene presentata come opportunità possibile di crescita e non come dovere.

Cosa pensi di fare oggi con questo capitale di popolarità che stai accumulando?

Per adesso mi concentro sul canale YouTube. Poi, certo, l’idea di lavorare in editoria un po’ la coltivo. Ma dipende da quello che succederà.

Hai in mente di scrivere un libro?

Sì, un libro su come riconoscere i libri brutti.

E come si fa?

Primo: c’è differenza tra un libro nato per esser brutto e uno che voleva essere bello e invece è brutto. Secondo: basta la copertina. Non è vero che non si può giudicare dalle apparenze: quando c’è una bella edizione vuol dire che l’editore ha creduto in un progetto.


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