Romania gli euro entusiasti

La badante di mio padre

La Giorgia ha allungato la vita di mio padre di almeno cinque anni, cinque anni passati in modo confortante nonostante la sua malattia, e questo è potuto accadere non perché la Giorgia fosse un medico endocrinologo, ma perché è stata la sua badante, mio padre non aveva problemi di ghiandole.

La Giorgia è arrivata in Italia dalla città romena di Costanza su un pullman e si è spesa tutti i suoi risparmi per pagarsi il biglietto e la tangente ai gendarmi delle tre frontiere che ha superato, ci siamo dati il primo appuntamento su una panchina della passeggiata a mare, l’ora era il tramonto, naturalmente lei era ancora una clandestina.

Il primo provvedimento che ha adottato nel prendere possesso della vita di mio padre è stata la drastica riduzione del riscaldamento il troppo caldo uccide i vecchi, e l’introduzione nella sua dieta di dosi massicce e assidue di boršc molto speziato, il calore che viene di dentro invece gli fa molto bene ai vecchi.

Delle molte massime che mi ha dispensato per emanciparmi dalla decadente cultura consumistica, la prima è stata, la scadenza delle medicine è una stupida fissazione di voi occidentali, la seconda, a lavarsi troppo porti via il buono assieme al cattivo; la paga sindacale che le spettava per il suo lavoro di badante era di quattro volte superiore al suo ultimo stipendio di medico, a casa aveva lasciato una madre ottantenne che piangeva disperata perché Iddio si era dimenticato di lei e la costringeva a vivere più del tempo dovuto.

Il fatto che io e la Giorgia parlassimo lingue dello stesso ceppo romanzo non ci ha aiutato un granché a capirci l’un l’altro, l’eroe del suo cuore è Mitridate non Ovidio, lei è un medico perché Ceaușescu le ha pagato l’università e si è fatta badante perché la Securitate gli si è rivoltata contro, e in definitiva io non sono stato altro che il testimone e il curatore dei fallimenti suoi e del suo paese.

Eppure ci siamo voluti davvero bene e ancora ce ne vogliamo, so che è per via di reciproca gratitudine, un sentimento che necessita di una qualche estraneità e di una discreta distanza.


[Numero: 145]