Mondiali volley femminili: Italia, primo ko indolore (1-3 con le serbe). Venerdì la semifinale

AFP


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Pubblicato il 16/10/2018
Ultima modifica il 16/10/2018 alle ore 11:31

Le azzurre del volley non sono più imbattute. Ma quella subita dalla Serbia dopo dieci vittorie consecutive è una sconfitta innocua: l’Italia di Davide Mazzanti si era già guadagnata il posto nella semifinale di Yokohama che giocherà venerdì contro la vincente di Olanda-Cina, match che a Nagoya chiude la terza fase del Mondiale tra altre due squadre già promosse tra le prime quattro. È stato un 1-3 pesante nei primi due set. Con le serbe più concentrate (i loro ko ininfluenti li avevano già incassati nella seconda fase contro Giappone e Olanda...) e con una Boskovic scatenata. La nota più positiva è stata sicuramente l’ottima prova in fase offensiva di Elena Pietrini, classe 2000, altro bel pezzo di futuro azzurro in rampa di lancio.

La partita

Dopo il pienone di ieri per il Giappone di casa eliminato dalle azzurre, il palasport di Nagoya è quasi deserto. Con la semifinale già in tasca, Mazzanti e Terzic scelgono di non rinunciare alle titolari. L’unica novità è Pietrini al posto di Sylla in zona 4. La diciottenne del Club Italia si presenta con l’ace del 4-2 per poi subirne uno in ricezione da Mihajlovic. La mancina Boskovic è subito in partita, dall’altra parte Egonu comincia a imitarla con il 5-7. Malinov mura Mihajlovic per il sorpasso (13-12). Egonu accusa un fastidio alla spalla destra, costretta a un superlavoro e la Serbia fa il break. Sul 17-20 c’è il debutto mondiale di un’altra giovane del Club Italia: Sylvia Nwakalor, classe 1999, al primo attacco fa un gran punto in lungolinea. Il set, però, ormai è andato (21-25) nonostante il sussulto dal 18-24.

Le serbe continuano a bombardare Pietrini, ottima in attacco in grande difficoltà in ricezione. Boskovic è incontenibile fino al muro subito da Danesi (10-10). Poi, chiude lei l’interminabile azione successiva e l’Italia torna sotto anche per colpa dei muri di Rasic (11-14). Tra le azzurre, invece, funziona poco la correlazione muro-difesa. Mazzanti urla “Dobbiamo fare di più”. Qualcosa succede ma c’è sempre Boskovic a picchiare forte e lo 0-2, in soli 50’, arriva con un 19-25.

Cresce il servizio italiano nel terzo set e frutta il primo +3 (7-4). Le azzurre prendono le misure a muro e tornano a divertirsi fino al 24-20, poi accorciano con un 25-23 sigillato da Egonu. È punto a punto, il quarto set. La Serbia allunga dopo la metà e tiene il vantaggio grazie al muro e alla solita Boskovic. Nonostante un ace di Pietrini per il 22-23. Appuntamento a venerdì a Yokohama.

Girone H della terza fase: Italia-Serbia 1-3 (21-25, 19-25, 25-23, 23-25). Classifica finale: Serbia 2 vittorie; Italia 1; Giappone 0.

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