La fabbrica dei libri che non si leggono

La magia del manoscritto è una scommessa sulla vita

Caro Ventavoli,

io credo che tu abbia ragione: 70.000 libri quasi all’anno costituiscono un’offerta squilibrata rispetto alla domanda. E nell’ordine, scrittori, o aspiranti tali, agenti ed editori hanno, ciascuno, le proprie responsabilità.

In quanto agente letteraria assumo parte di questa responsabilità ma allo stesso tempo sento l’urgenza di raccontarti cosa succede quando io e la mia socia, Valentina Alferj, leggiamo un inedito nuovo che ci piace molto, sia esso di uno degli autori dell’agenzia o un manoscritto che giunge a noi tramite il servizio di lettura o tramite segnalazioni.

Parafrasando Salinger succede che se il libro ci lascia senza fiato quando abbiamo finito di leggerlo vorremmo che l’autore fosse un nostro amico per la pelle, da poterlo chiamare tutte le volte che ci gira.

E il valore aggiunto che la nostra professione ci regala è proprio questo. Poter chiamare l’autore, confrontarsi, chiedergli conto, entrare nella storia e vivere i personaggi, come fossero reali.

Leggiamo velocemente, la sera, nei week end, approfittando di un viaggio in treno o di una pausa nella sala d’attesa di uno studio, che sia studio medico o commercialista, nelle pause in cui i nostri figli sono a nuoto, danza o pallacanestro, mentre brucia un arrosto...

Ma quando succede questo corto circuito, di rimanere senza fiato, di commuoverci e capire di aver posato gli occhi su una piccola meraviglia, la magia ha inizio.

Ci confrontiamo con il nostro gruppo di lettura, composto da lettori e lettrici forti, ex professoresse in pensione che leggono con la passione e la serietà che ha contraddistinto la loro carriera scolastica e partiamo all’attacco.

A volte la magia non è istantanea, il libro magari parte bene ma disattende nel corso della lettura le aspettative promesse. Non ci si lascia intimorire. Laddove si intravede il talento, la penna e la storia, interveniamo con i nostri consigli, ricordandoci sempre che la materia che stiamo trattando è assai preziosa e la manutenzione delicata. Non bisogna mai dimenticare che ciò che abbiamo ricevuto può essere stato a lungo conservato in un cassetto, perché il timore e il pudore prendono il sopravvento, e a volte cinicamente ci diciamo, caro Bruno, che ci vorrebbe più pudore da parte di molti aspiranti. E che magari il cassetto poteva restar chiuso senza che nessuno se ne dispiacesse.

Ma quando il manoscritto in cui hai intravisto bellezza e qualche limite torna indietro ancor più potente, perché l’autore ha seguito i consigli, si è sostanzialmente fidato e con molta umiltà si è rimesso al lavoro, allora il privilegio che questa professione, quella dell’agente, porta con sé, si rinnova.

E questo è ciò che recentemente è successo e mentre ti scrivo è ancora in corso.

Arriva tra tanti manoscritti uno che richiama subito la nostra attenzione. La trama si rifà ad uno spaccato di storia italiana realmente accaduto, la voce narrante è quella di un ragazzino che diventa adulto nella seconda parte del libro.

Contattiamo l’autrice esprimendole certezze e perplessità, e dopo alcuni mesi riceviamo il romanzo rivisto accompagnato da una mail che recita così:

“Se questa storia un giorno diventerà un libro il merito sarà vostro, che mi avete indicato con pazienza e intelligenza la strada da seguire.”

Il libro ci piace ancora di più, è migliorato mantenendo intatte quelle caratteristiche che ce lo avevano fatto amare.

Partiamo all’attacco con gli editori che pensiamo, in accordo con l’autrice, sarebbero felici di pubblicarlo, averlo in catalogo e rendergli merito.

Lo proponiamo anche ad un produttore per cedergli i diritti di sfruttamento cine/tv.

Il risultato è il seguente: tutti gli editori ai quali lo proponiamo offrono per aggiudicarselo, il produttore opziona i diritti tv/cinema, due prestigiose case editrici, una francese e una spagnola, fanno una offerta che in gergo si chiama preempt e che per i non addetti ai lavori vuol dire: ti offro una cifra congrua affinché tu “tolga il titolo dal tavolo” e io me ne aggiudico i diritti. Non ti anticipo né titolo né autore, chi vorrà riconoscersi ha gli strumenti per farlo.

Il tempo ci dirà se ci abbiamo visto giusto e se si tratterà di un grande libro. A volte è una vera e propria scommessa, ma noi possiamo già dirti che ci abbiamo messo cuore, fede e fiducia. Che non abbiamo valutato questo libro solo in termini di ritorno economico, ma gli abbiamo riconosciuto un valore sociale e culturale che va oltre.

E su queste basi, nel 2015, nasce la nostra agenzia AlferjePrestia e così vorremmo continuare.

Lo so, caro Bruno, che a sentir Feuerbach, quanto più si estende la conoscenza di buoni libri, tanto più si restringe la cerchia delle persone la cui compagnia è gradita. E allora ti invito a prendere un aperitivo, perché, come noi, tu azzardi e ci metti cuore, fede e fiducia e ti prometto, che in questa circostanza, non ti chiederò recensioni né segnalazioni.


[Numero: 144]