papà giochiamo insieme

Bolle di sapone e altri giochi per i buoni numeri

Dopo 44 anni l’Italia sale in vetta. La medaglia Fields, che equivale ad Premio Nobel per la matematica, ad un giovani italiano. Ad Alessio Figalli è stato riconosciuto il merito di avere applicato uno dei problemi matematici più classici, quello del trasporto ottimale, in un campo nuovo: sono state le bolle di sapone il modello che ha aiutato a capire come riuscire a contenere un determinato volume in uno spazio tridimensionale nel modo più economico possibile.

Sì, proprio le bolle di sapone uno dei giochi più tradizionali dell’infanzia. Vi sembrerà strano, ma la matematica è anche questo, impregna fortemente tutto ciò che vediamo, tocchiamo, trasformiamo. La matematica è nell’arte e nella musica, la matematica è nella natura, basta pensare alle meravigliose forme dei fiocchi di neve viste al microscopio. La matematica è nei fenomeni sociali ed economici e ci aiuta a comprenderli più profondamente. La matematica è anche teoria dei giochi e delle decisioni. Ma è seppellita dai pregiudizi, dai danni che spesso una cattiva didattica o una inadeguata predisposizione dei contenuti dei programmi scolastici hanno creato erigendo barriere all’accesso.

Alessio Figalli, che ha fatto il liceo classico, lo ha spiegato bene in un’intervista rilasciata subito dopo aver ricevuto il premio: “A volte il programma liceale è molto noioso e porta anche gli studenti appassionati ad allontanarsi. Bisognerebbe raccontare di più la matematica. Ad esempio si potrebbero spiegare applicazioni divertenti dei paradossi o della teoria degli insiemi”.

Infatti molti pensano che la matematica  sia lontana dalla realtà e che sia necessario essere geni per comprenderla. Quante volte abbiamo sentito dire “non sono portato”. Il pregiudizio si trasmette dai genitori ai figli. E crea danni irreparabili all’apprendimento, barriere su barriere.

E invece non sapete che vi perdete. I numeri sono magici, giocosi. Io, come statistica, ne sono ammaliata, per me ricomporre i numeri della società è affascinante, è come scomporre e ricomporre un puzzle che ti permette di cogliere il particolare nell’ambito del quadro più generale. Ma mi rendo conto di essere stata privilegiata. Ho studiato matematica con Emma Castelnuovo alla scuola media inferiore Torquato Tasso di Roma. Quella Emma Castelnuovo, grande pedagogista, che ha subito le leggi razziali nel 1938 e che, se fosse stato per il Governo fascista non avrebbe dovuto più insegnare. 

Chi si è formato con lei lo sa. Nessuno aveva 4 in matematica. Per lei la matematica era logica, intuizione, creatività. Così ce la faceva vivere, così la vivo ancora. E ce la insegnava giocando, trasformandola in una scoperta permanente. Era un gioco scoprire le regole dei parallelogrammi sulla base di quattro stecchette di legno che con una botta laterale si trasformavano da quadrato a rombo e da rettangolo a parallelogramma. Era un gioco scoprire la formula del calcolo dell’altezza del  triangolo equilatero avendo la misura del lato.

Era un gioco imparare a usare la logica e la creatività. I numeri così non erano più astratti, ci giocavi tutti i giorni. Se si iniziasse a giocare con i numeri fin da bambini, le barriere si abbatterebbero e i numeri diventerebbero democratici, cioè alla portata di tutti come lo erano nelle classi di Emma Castelnuovo. “Ci sono le calcolatrici per contare, giocate con i numeri, create e imparate a ragionare”.

Grandi lezioni che hanno reso i numeri pieni di fascino per tutti.

Dopo 44 anni l’Italia sale in vetta. La medaglia Fields, che equivale ad Premio Nobel per la matematica, ad un giovani italiano. Ad Alessio Figalli è stato riconosciuto il merito di avere applicato uno dei problemi matematici più classici, quello del trasporto ottimale, in un campo nuovo: sono state le bolle di sapone il modello che ha aiutato a capire come riuscire a contenere un determinato volume in uno spazio tridimensionale nel modo più economico possibile.


[Numero: 138]