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Da Premilcuore a Varisella: cinque luoghi da sogno per un tuffo nel fiume

Foto: Trekkabestia

Acque dolci, trasparenti. Pozze verdi smeraldo o azzurro cielo che solleticano l’irresistibile desiderio di immergersi. Un inatteso lago cristallino alle pendici di una fragorosa cascata; un’ansa nascosta tra gli alberi in cui Madre Terra con rocce e sassi ha disegnato un’invitante piscina naturale; torrenti dalle delicate correnti e improvvise sorgenti termali in cui vivere il godimento, intimo e gratuito, di bizzarri idromassaggi e rigeneranti caldi tiepidi.

È un’Italia che non ti aspetti, dal sapore primitivo, tutta da nuotare e da esplorare, quella tratteggiata da Michele Tameni, 33 anni, ingegnere del software bresciano, che per due anni ha viaggiato e si è tuffato tra fiumi e torrenti dello Stivale per mappare i luoghi più suggestivi – e sicuri – in cui rinfrescarsi e rilassarsi a stretto contatto con l’ambiente. Oltre 160 destinazioni - low cost e sostenibili - raccolte in “Wild Swimming Italia”, un’affascinante guida pubblicata da “Idea Montagna”: foto e itinerari divisi regione per regione, con dettagliate istruzioni su dove mettere i piedi a bagno. Con un pensiero pure al benessere: sguazzare nelle acque fredde lenisce i dolori muscolari, allevia la depressione inducendo il rilascio di serotonina e dopamina e inoltre rinforza il sistema immunitario. Farlo regolarmente, secondo uno studio della Nasa, favorirebbe un abbassamento della pressione sanguigna e del colesterolo. «Ho avuto la fortuna di crescere a ridosso delle prealpi e fin da bambino era normale con gli amici andare a giocare lungo i ruscelli» – spiega il giovane informatico – «Qualche anno fa mi è capitata tra le mani una guida che indicava dove fare il bagno nei fiumi inglesi e mi sono reso conto che mancava qualcosa del genere in Italia.

Così, risvegliando quel piacere che aveva accompagnato la mia infanzia, coinvolgendo mia moglie e alcuni amici ho iniziato un lungo lavoro di ricerca, partendo proprio dalle spiagge dei nostri nonni. E ho ritrovato un mondo sommerso, di cui forse non abbiamo più consapevolezza: un’infinità di posti, alcuni a due passi dai centri abitati altri un po’ più celati, noti e ancora frequentati dagli abitanti della zona ma praticamente sconosciuti al di fuori dei perimetri locali. Zaino in spalla e macchina fotografica al collo mi sono messo in cammino attraverso questi sentieri blu».

Nuoto libero e selvaggio, ma adatto a tutti. Angoli magici da raggiungere respirando il senso dell’avventura, ma senza essere Indiana Jones e – soprattutto – senza aver bisogno di attrezzature specifiche se non un asciugamano e le scarpette di plastica per i sassi. Nel suo censimento Tameni si è immaginato un ecoturismo mirato a giovani e famiglie. Non un afflusso di massa, ma una valida alternativa a chi non si ritrova nelle solite mete o desidera vacanze nel segno della sobrietà e a basso impatto ecologico. Capaci anche di attivare indotti e microeconomie sul territorio. Con un occhio di riguardo alla bellezza del posto e un’attenzione specifica alla sicurezza. «Un minimo di cervello va sempre usato ovviamente, come sottolineo nel vademecum iniziale. Evitare le giornate in cui sono previsti temporali e le zone a valle di una diga, non tuffarsi senza aver verificato con cura la profondità o senza aver controllato la presenza di ostacoli. Guardare, prima di scendere in acqua, quali siano i punti possibili di risalita: sondare la presenza di correnti troppo forti e, in caso di ferite sul corpo, coprirle sempre con cerotti idrorepellenti.

Periodi di siccità di forti piogge possono ovviamente variare le condizioni di quel tratto di fiume: quindi anche il meteo va verificato, informandosi su quello che è successo nei giorni precedenti». Nella pagina Facebook di “Wild Swimming” sono circa 1.500 gli iscritti, una vivace comunità di appassionati sempre più in crescita che si scambia suggerimenti, foto e geolocalizzazioni per individuare la “piscina perfetta”. E lo stesso Tameni, di weekend in weekend, continua la perlustrazione da Nord a Sud. Per i neofiti c’è solo l’imbarazzo della scelta su dove iniziare: il giovane bresciano, in una ipotetica top five dei suggerimenti, inserisce la bellissima Grotta urlante a Premilcuore, nel forlivese, seguita dalle Gurne dell’Alcantara, spettacolari laghetti a monte delle più famose omonime gole sicule, le lame di Varisella nel torinese, le acque del Rio Pitrisconi a San Teodoro, in provincia di Olbia e, infine, in Friuli le pozze smeraldine della Val Tramontina.

Per chi ha bambini c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra la Spiaggia della Boschina a Ostiglia (Mn), il Fiume Marecchia in Romagna o le Piscine dell’Auro a Parchiule (Pu). Per i tuffatori invece da annotarsi le Sorgenti del Sammaro nel Cilento, le Gole del Sesia in Piemonte e il Masso degli Specchi a Volterra (PI). «Luoghi incontaminati o dove la mano dell’uomo ha limitato il suo segno. Spesso scarichi abusivi o depuratori mal funzionanti fanno danni irreparabili, però esistono ancora oasi felici in cui l’acqua è di buona qualità o in cui, grazie a interventi mirati, la situazione sta decisamente migliorando – conclude Tameni – Luoghi in cui un tuffo ti fa apprezzare la forza e l’immensità della natura. E forse – quella è la speranza – immergersi in quelle acque ti fa diventare più responsabile e più rispettoso nei confronti del paesaggio e delle future generazioni».


[Numero: 134]