[Sommario - Numero 100]
Collezione privata
Paolo Masiero / Housatonic Design Network - Illustratore, designer e facilitatore grafico. Dopo anni di studi artistici tra Ancona e Bologna, dove tuttora vive, dal 2006 comincia a lavorare come free-lance per vari studi di comunicazione e agenzie pubblicitarie. Fa parte del network di facilitazione e design Housatonic. Ama la musica rock, il cinema e la lettura.
100, istruzioni per l’uso
Piergiorgio Odifreddi
La forma della carta
Jean-marc ceci*
Avvisi di reato
Maurizio Maggiani
Nobile e contento
Maurizio Cucchi
100 amori passioni ossessioni vizi e virtù dei collezionisti

Ingordi, devoti, golosi: i collezionisti con gli artisti ci fanno l’amore

Scrive Balzac in Il cugino Pons che i collezionisti hanno la sublime facoltà dei veri amanti, provano oggi lo stesso piacere di ieri, non si stancano mai, e i capolavori, così adorati, restano sempre giovani 1. Il collezionista è legato ai propri oggetti da una ingordigia golosa, una devozione ossessiva ed esclusiva che si manifesta all’esterno per condotte stravaganti, finendo dominato e invaso in ogni spazio dalle cose amate. Raramente è monomaniaco, colleziona raccolte parallele, rivoli di un discorso fluviale di reperimento e catalogazione del mondo in cui, tra un tema e l’altro, vi sono sempre dei rapporti segreti, porte di comunicazione spesso inconsapevoli.

Si possono iniziare collezioni quasi per caso, sulla scia di una suggestione che un piccolo oggetto ci lascia. Io mi ritrovo nelle tasche le cose più varie, relitti di un mondo misterioso che la risacca della vita trascina a riva. A volte le collezioni durano il tempo di una passeggiata, svolto l’angolo e le piccole cose che mi avevano sedotto ritornano ad essere umili e senza appeal, svuoto le tasche e via. Altre volte sono l’inizio di una passione che mi accompagna a lungo e che coltivo con gioia: quando guardo i miei vassoi art decò ripasso mentalmente i ricordi che a loro si legano, i mercatini dove li ho scovati, un viaggio da cui sono tornata trionfante con un nuovo pezzo, memorie vivide, deliziosi talismani contro la morte. Piccole meraviglie, cose salvate dalla voragine dell’uso e del tempo che illuminano di una piccola luce tratti della nostra vita.

Gli oggetti di una collezione sono in relazione tra loro in una ramificazione di nessi e snodi come la rete del micelio, emergono come funghi generati dalla sotterranea corrente sorgiva di connessioni significative. Dal loro potere sensuale si rinnova un desiderio a cui l’estimatore soggiace e che gli oggetti trovati non potranno mai veramente colmare, da qui la coazione a non fermarsi, a cercare ancora.

La radice di questo piacere è racchiusa, come per i miei pazienti quando erano bambini, nelle strategie segrete di conservazione della propria vita interiore. Una qualità generatrice che consentirà al bambino di essere creatore del suo mondo e guardiano di uno stato d’animo di pieno benessere, come in un gioco immersivo. Per il collezionista questo passaggio di transizione dal concreto al simbolico è ancora molto vivo e produttivo. Non può rinunciare agli oggetti concreti, simboli materiali della reminiscenza sensoriale infantile, ne ha sempre bisogno per riprodurre una sensazione piacevole che teme di potere perdere. Come un oggetto transizionale o un compagno immaginario, l’oggetto di devozione è sempre disponibile al gioco, al suo uso fantasioso, alle sensazioni piacevoli di cui è una potente sorgente evocativa.

Queste attitudini hanno, per alcune persone, un assoluto valore vitale e di sopravvivenza di sé, la cui radice è spesso racchiusa nelle strategie di conservazione della vita interiore che il bambino sviluppa, o in isole di amore che ha sperimentato. Un mio paziente lega l’inizio della sua passione collezionistica ai pomeriggi passati col nonno tra i suoi libri e cimeli antichi, a parlare delle storie della sua giovinezza. L’amore per il nonno si è così saldato alla ricerca di documenti storici del periodo in cui il nonno era giovane e si è permeata della devozione che aveva per lui. La collezione è divenuta un organismo vivo in continuo movimento, tra acquisti e baratti, ma anche una zona franca, un mondo a parte nella sua vita di cui solo lui ha la chiave e il significato.

Collezionare arte può rendere la vita molto vivace, godibile, florida di contatti e produttiva di infiniti sviluppi e piacere. Comprando arte contemporanea, il collezionista diventa parte integrante di un mondo che è affascinante e coinvolgente, dove il rapporto con gli artisti è possibile anche attraverso una conoscenza diretta, un dialogo che si snoda seguendo le mostre, le fiere d’arte e visitando gli studi. Partecipare alla genesi dell’opera accanto al suo artefice è un’emozione per alcuni senza pari. Carpire l’idea e il percorso concettuale, cogliere l’essenza magica di un processo creativo per alcuni collezionisti ha un effetto orgasmico. Con il suo artista ci fa l’amore.


[Numero: 100]