[Sommario - Numero 100]
Collezione privata
Paolo Masiero / Housatonic Design Network - Illustratore, designer e facilitatore grafico. Dopo anni di studi artistici tra Ancona e Bologna, dove tuttora vive, dal 2006 comincia a lavorare come free-lance per vari studi di comunicazione e agenzie pubblicitarie. Fa parte del network di facilitazione e design Housatonic. Ama la musica rock, il cinema e la lettura.
100, istruzioni per l’uso
Piergiorgio Odifreddi
La forma della carta
Jean-marc ceci*
Avvisi di reato
Maurizio Maggiani
Nobile e contento
Maurizio Cucchi
100 amori passioni ossessioni vizi e virtù dei collezionisti

Avvisi di reato

Purtroppo io non sono un collezionista, non ci ho proprio lo spirito, tutto quello che posso dire in onestà è che sono un raccoglitore, e in qualche momento lo sono stato anche accanito, ma pur sempre un banale, raccoglitore.

Quello che mi manca è la metafisica paranoica del collezionista, quel sentimento escatologico dell’oggetto come pura essenza trascorsa eppure in divenire, spogliato di ogni sua apparenza materiale e pregressa funzione, transustanzializzato, tabernacolizzato, offerto all’ostensione oltre il velo dell’iconostasi di teche, vetrine e caveau con la sussiegosa prudenza dovuta al santissimo.

Mi manda del collezionista l’acquiescenza dell’eterno, perché non c’è collezione destinata a compiersi se non in un punto all’infinito, e mi manca la perversione che induce lo induce a titillarsi con ossessivo impegno e intanto protrarre l’orgasmo a data da destinarsi. E sì che ci ho provato a dedicarmici, perché adoro la fantasia di possedere e maneggiare tutte le cose belle e interessanti e utili del mondo intero pezzo per pezzo, e provo un piacere scandaloso nella contemplazione della serialità; ma, privo della propulsione sociopatica di cui dicevo, non sono mai riuscito a fare di una raccolta una collezione; raccolgo, metto insieme, sto lì a guardare, a toccare, a usare e guastare, e poi la vita mi chiama a giocare a un altro gioco e metto via, dopo un po’ non so più dove.

Ho cominciato a collezionare fotocamere sovietiche, andavo bene, ognuna aveva il suo modo sovietico di funzionare e di non funzionare, poi è venuto l’89 e non ho avuto cuore di mettermi a frugare nelle macerie. Ho avuto anche una bella raccolta di accendini cinesi con luci e suoni e varia forma creativa, poi la ghenga dei sordomuti bielorussi che me li procacciava si è buttata sulle torce led con sirena e io ho smesso di fumare, adesso sto raccogliendo sigarette elettroniche di fabbricazione ucraina, vediamo quanto dura.

Ora che ci penso da ragazzo ho avviato anche una raccolta di avvisi di reato; andavo forte, in poco più di un anno sei per occupazione di suolo pubblico, quattro per interruzione di pubblico ufficio, tre per affissione abusiva, due per oltraggio e resistenza alla forza pubblica, due per oltraggio a capo di stato estero; quando ho fatto due conti e ho scoperto che era tutto praticamente gratis, una settimana di fermo di polizia, pene condizionali e prescritte, sanzioni pecuniarie comminate e mai procedute a destino, mi sono un po’ stufato e ho lasciato perdere, un vero collezionista oggi sarebbe a fine pena mai.


[Numero: 100]