Blade Runner il futuro che non verrà

I robot saranno amici anche gli ospedali cambieranno

Nel futuro vivremo in una società diversa, trasformata dalle tecnologie che stiamo sviluppando oggi e che cresceranno in modo esponenziale nei prossimi anni. Molto probabilmente gli uomini coabiteranno con robot umanoidi, che saranno entità amiche, collaboratori, aiutanti, indispensabili per accudire le persone più fragili della società, come anziani, malati e bambini. Ciascuno di loro sarà collegato in rete ad altre macchine intelligenti, alcune volanti, altre invisibili, perché integrate all’interno dell’arredo urbano. La loro esistenza sarà governata da leggi etiche, diritti e doveri.

L’intelligenza artificiale potrà essere più vicina ad imitare la complessità del cervello umano, rendendo le macchine più abili ad affrontare i problemi difficili. L’uomo vivrà immerso in una nuvola digitale attraverso cui potrà acquistare, comunicare, informarsi, senza più bisogno di dispositivi portatili o moneta fisica, e gestita da supercomputer. Lo scambio dell’informazione sarà trasparente, dematerializzato, e alcune tecnologie potranno essere dentro il nostro corpo e forse dentro il nostro cervello, sia per comunicare verso l’esterno, sia per controllare i nostri parametri vitali. Gli ospedali potrebbero diventare per lo più luoghi virtuali in cui fare convergere le informazioni sanitarie necessarie a monitorare lo stato di salute pubblica e prevedere l’insorgenza di malattie, anticipando e personalizzando le cure. La diagnosi e le terapie saranno gestiti da una medicina di precisione, dove nanoparticelle intelligenti individuano e trattano le malattie in punti localizzati del nostro corpo, senza avere effetti collaterali.

Questo permetterà di avere ospedali anche nelle zone del mondo più impervie, o che oggi sono povere, prive di infrastrutture. In caso di malattie genetiche sarà possibile intervenire direttamente sui geni, e il genoma potrà essere riscritto come si fa con il “cut and paste” di un programma di scrittura. Nuovi organi e parti di ricambio per il corpo umano verranno fabbricati con stampanti 3D. Il materiale biologico sarà di ispirazione per produrre nuovi materiali, da quelli soffici per i tendini e muscoli di un umanoide, a quelli più robusti per realizzare strutture, abitazioni, oggetti e mezzi. I funghi, per esempio, potrebbero diventare la base per materiali capaci di crescere come gli esseri viventi.

In termini di energia, l’uomo non farà più affidamento sui combustibili fossili, perché saranno esauriti, e avrà trovato diversi modi di catturare l’energia dall’ambiente, a partire dall’energia solare. Verranno sviluppate nuove risorse alimentari e probabilmente mangeremo insetti cresciuti in condizioni controllate con altissimi valori nutrizionali, così da cancellare il problema della malnutrizione nel mondo. Le nuove generazioni vivranno in società multiculturali, in paesi privi di confini, dove l’accesso all’educazione sarà garantito dalla rete e dai robot che faranno parte delle famiglie. Alcuni dei lavori di oggi non esisteranno più, ma ce ne saranno di nuovi. Anche la ricerca scientifica sarà diversa, sarà una scienza globale, basata sulla contaminazione delle discipline e sull’idea che le tecnologie dovranno essere disponibili a tutti, demonetizzate e democratiche. E gli scienziati, grazie a tutte queste tecnologie, potranno infine immaginare di iniziare la vita su un altro pianeta.


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