la confusione dei poteri

Lo Stato dei Doveri

Cosa devo dire, a me quando sento tirare fuori lo Stato di Diritto mi si confondono le idee. Sì, certo, Locke, Montesquieu, l’habeas corpus, la Dichiarazione, ci mancherebbe, su questo ci mettiamo la mano sul fuoco, ma alla luce dell’esperienza degli ultimi due secoli di storia dell’umanità, occidentale s’intende, non è che tutto ‘sto Stato di Diritto ha mai messo a posto le cose, tipo che i popoli sono lì che dormono beati tra due guanciali.

E nel suo piccolo nemmeno il sottoscritto, che ha passato la vita senziente a anelare allo Stato di Diritto, a invocarlo, e più si satolla di diritti discendenti dallo Stato, e più se ne sente benemerito conquistatore, più gli si appanna la vista sullo Stato di Diritto, come se nel mentre che si palesa e conforma, la sua materia prendesse una natura vaporosa e andasse a disperdersi nell’ambiente, e dopo un po’ tutto quello che ne rimane è un link a una pagina di Wikipedia.

Non me lo spiego proprio, ma oggi come oggi che di diritti ce n’è da far letto a un fiume, che è tutto un chiederne e un prenderne e non ce n’è mai a basta, non riesco a vedere distintamente lo Stato di Diritto.

Quello che vedo è solo lo stato dei diritti, io ne ho parecchi, quel negro che sta pulendo gli argini non ne ha praticamente niente, quel tizio là ce li ha tutti.

In tutta questa confusione mi è venuto in mente uno degli incipit meno attraenti e più deprimevoli della letteratura universale; sta in un libriccino pubblicato clandestinamente centocinquant’anni fa, l’autore è un pregiudicato condannato a morte per eversione, Giuseppe Mazzini, e dice così: “Agli operai italiani, io voglio parlarvi dei vostri doveri.

Colla teoria dei diritti possiamo insorgere e rovesciare gli ostacoli; ma non fondare forte e durevole l’armonia di tutti gli elementi che compongono la Nazione.

Colla teoria della felicità, del benessere dato per oggetto primo alla vita, noi formeremo uomini egoisti, adoratori della materia, che porteranno le vecchie passioni nell’ordine nuovo e lo corromperanno pochi mesi dopo.

Si tratta dunque di trovare un principio educatore superiore che guidi gli uomini al meglio, che li vincoli ai loro fratelli senza farli dipendenti dall’idea d’un solo o dalla forza di tutti.

E questo principio è il DOVERE.

B isogna convincere gli uomini ch’essi, figli tutti d’un solo Dio, hanno ad essere qui in terra esecutori d’una sola Legge - che ognuno d’essi, deve vivere, non per sé, ma per gli altri - che lo scopo della loro vita non è quello di essere più o meno felici, ma di rendere sé stessi e gli altri migliori - che il combattere l’ ingiustizia e l’errore a beneficio dei loro fratelli, e dovunque si trova, è non solamente diritto, ma dovere: dovere da non negligersi senza colpa - dovere di tutta la vita. » .

E devo dire che adesso non sono più così confuso.


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