merkel 40 le virtù del camaleonte

La seconda nonna

La Gina ha tredici anni, fa la settima classe, con i brezel cerca di trattenersi il più possibile perché va a danza, e sta con la Angela. Non la vota, intanto perché è ancora troppo piccola e poi darebbe un gran dispiacere a sua mamma, che è una grunen che dopo la bella prova di Joschka Fischer ora vota linke ma solo per non smettere di votare, e soprattutto per non far morire di crepacuore i suoi adorati nonni che sono antichi e indefessi militanti dell’SPD. La Gina è nata e prospera a München, e si chiama Gina perché München è una città italiana a nord del Brennero, così dicono i tedeschi, quelli invidiosi che non hanno la fortuna di esserci nati o i mezzi per viverci, e solo a guardarla quanto è radiosa, allegra e colta, è dall’anno scorso che a scuola ha in programma tre ore di latino alla settimana, si può capire come la sua città sia al quarto posto al mondo per qualità della vita; la sua famiglia non è ricca e nemmeno benestante, se la Gina vive felice è perché la città e lo stato le garantiscono tutto quello di cui ha bisogno per esserlo.

Ma lei non sta con la Angela per gratitudine, lei ha sempre desiderato avere due nonne e la vita gliene ha concessa una sola, la cancelliera le sembra perfetta per fare da seconda, le piace come parla e sorride e persino come si veste da nonna. E invece Martin Schulz, che piace così tanto ai nonni, ha quella faccia lì che non può andar bene nemmeno come zio. Ai nonni Schulz piace a patto che la finisca con il governo di coalizione, sentono che il loro antico e nobile partito potrebbe dissolversi e vorrebbero più slancio ideale, più coraggio e carisma; in effetti, visto da München ciò che distingue il programma dell’SPD da quello della CDU è la spinosa questione di chi deve pagare i danni del dieselgate, Schulz vorrebbe il gruppo VW, la Angela lo stato. Naturalmente gli operai del gruppo sono più tranquilli se paga lo stato e voteranno Angela e a Schulz resteranno i voti dei tipi che viaggiano in A6 e Tiguan. Visto da München c’è adesso anche il grosso problema degli asili nido; no, in città di asili ce ne sono a sufficienza anche per i bambini dei nuovi arrivati, ma manca tragicamente il personale, e questo è un problema che nemmeno la Angela sa risolvere. A meno che non trovi un accordo con il governo italiano per l’acquisto, o anche solo il prestito, di qualche migliaio di giovani laureati in scienze dell’educazione liberi al momento da impegni di lavoro.


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