merkel 40 le virtù del camaleonte

Gli ultrà di Brexit la vogliono morta “Bisogna spararle e farla a pezzettini”

Merkel, la più odiata dai nazionalisti in Gran Bretagna. Così odiata che qualche testa calda la vorrebbe addirittura morta. Per gli inglesi in questi tempi di Brexit, gli immigrati sono un tema incandescente. La terra che era stata la patria dell’accoglienza e della tolleranza è diventata un calderone dove chi ha qualcosa da dire contro lo straniero non si trattiene più, come avrebbe fatto prima nel nome del politicamente corretto e delle severe sanzioni contro i cosiddetti “reati di odio” (che sarebbero quelli commessi contro minoranze etniche o sessuali). Quindi Angela Merkel, con la sua politica dei rifugiati, è diventata il catalizzatore di tutti gli odi sgangherati contro “lo straniero”, termine ormai abusato, con il quale non si identifica un etnia o una persona in particolare, ma qualcuno che comunque rappresenta un pericolo.

Ecco quindi che accadono cose paradossali. Un tal Marian Lukasik, attivista di estrema destra, ha detto che la cancelliera tedesca andrebbe «sparata e fatta a pezzettini», perché ha permesso ai cittadini siriani e iracheni di entrare in Germania. È successo questa estate a Birmingham, durante un raduno del partito neonazista “Britain First”, una formazione politica al limite dell’arco costituzionale, che nel nome porta anche il suo intento: prima la Gran Bretagna e i britannici. “Britain first” è stato anche il grido dell’attivista di estrema destra che nel giugno 2016, una settimana prima del voto sulla Brexit, sparò e uccise la parlamentare laburista Jo Cox, impegnata in prima fila nell’accoglienza dei migranti. Britain First aveva anche un candidato alla poltrona di sindaco di Londra. Nella cosmopolita capitale britannica ha preso solo qualche migliaio di voti, ma sul palco dell’elezione si voltò deliberatamente di spalle quando fu proclamata la vittoria del musulmano Sadiq Kahn.

Razzisti e fieri di esserlo, Britain First ce l’hanno un po’ con tutti, ma prediligono l’odio per gli ebrei e i musulmani, in quanto importatori di terrorismo.

Marian Lukasik, 61 anni, vive a Enfield, periferia nord di Londra. Testa rapata e fisico da bevitore di birra, è un ex campione di wrestling. La sua dichiarazione è stata registrata da una blogger e postata in rete. In pochi giorni è stata visualizzata migliaia di volte. «Bisogna sparare alla Merkel e farla a pezzi» ha detto mimando il gesto della pistola con la mano. «Bisogna che parli la camerata Mauser», ha aggiunto con un chiaro riferimento alla pistola semiautomatica tedesca. «Questa è l’unica soluzione. Se questa puttana rimane in carica, la situazione potrà solo peggiorare. Ci saranno attacchi terroristici e così via». Secondo il Criminal Law Act del 1977, una persona che minaccia di uccidere qualcuno, può essere condannata fino a una pena di 10 anni. Ma Lukasik sembrava troppo infoiato per badare a queste bazzecole. Mentre un altro suo camerata lo esortava a calmarsi, Lukasik ha rincarato: «Andrò in prigione per quello che ho detto. Non sarò il primo né l’ultimo. Se vado in prigione perché dico la verità, per me va bene».

Questo è solo lo sfogo di un folle. Ma i raduni di Britain First sono piuttosto popolari. E i giornali della destra euroscettica e brexitara strizzano l’occhio a questa gente, perché incarnano comunque un sentimento diffuso. Chi è pro Brexit tifa apertamente contro Angela Merkel, nella quale vedono l’incarnazione di tutto ciò che odiano: un’Europa forte e la richiesta di accogliere rifugiati e richiedenti asilo. A questa storia paradossale manca un solo elemento. Marian Lukasik è polacco. Nel 2014 si era addirittura candidato alle elezioni amministrative di Enfield. E allora diceva: «Noi, gli stranieri e gli inglesi, dobbiamo trovare una soluzione tutti insieme per vivere pacificamente». Dal buonismo elettorale all’invocazione della pistola il passo è stato breve.


[Numero: 95]