cheeeese sorridete la vita è cruda

Ideale per culturisti umanisti e omosessuali maschi

Ecco un piatto ideale per l’estate e per esseri umani imbottiti di filosofia sui cibi naturali e digeribili. Ideale per culturisti umanisti e per omosessuali maschi, anche se bisogna subito dopo prendere precauzioni, perché il sapore del formaggio di capra torna in bocca, ed è acerrimo nemico dei baci, anche di quelli più smaliziati.

Le lesbiche, tranne in pochi casi che non intendo spiegare, non sono amanti di cibi dove sia presente la capra e i suoi derivati, animale che disprezzano per la sua promiscuità maschile e per molti esempi, difficili da confutare, che dimostrano come la capra abbia tendenza a innamorarsi del capraio, e viceversa. In molti relais, durante la stagione estiva, è diventato di moda servire insalate con formaggio di capra fresco e tiepido. Non è la stessa cosa. Si tratta di un piatto opportunista per il quale non riesco a immaginare futuro.

Il formaggio di capra alla griglia, invece, è un piatto di sostanza, abbastanza eclettico o sincretico da sopportare la dura prova di qualsiasi postmodernità.

Formaggio di capra alla griglia
(Per 6 persone)
6 piccoli formaggi di capra stagionati
1 cucchiaio di olio d’oliva
pepe macinato al momento
pane tostato
Tagliare il formaggio a metà per ottenere dischi sottili. Spennellarli da entrambi i lati con olio d’oliva e arrostirli alla brace o sotto la griglia del forno per 5 minuti. Servire con una spolverata di pepe insieme al pane tostato.


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