corsivo sì grazie

Genji, principe splendente

Attorno all’anno 1000 vivono le due più grandi poetesse della storia del Giappone: Murasaki e, la sua rivale, Sei Shonagon. Siamo nell’epoca Heian, la capitale è appena stata trasferita Keian-kyo (attuale Kyoto) e alla Corte Imperiale si vive una cultura raffinata ed eterea, dove le donne poetesse hanno un ruolo predominante nell’accrescere l’influenza di tale o tal’altra regina. Murasaki Shikibu (973 circa – 1014 circa o 1025) inizia a scrivere il suo Genji monogatari l’anno in cui rimane vedova, nel 1002.

Il suo è il massimo capolavoro della letteratura giapponese. In esso ritroviamo minuziosamente descritto un mondo perfetto e conchiuso in sé stesso, che di lì a pochi secoli sarebbe scomparso senza quasi lasciare traccia. Murasaki è anche la protagonista del libro, principessa pallida e bellissima che trema quando il principe Genji la abbandona per una delle sue mille avventure.

La più delicata di tutte le storie d’amore, fuori dal tempo e dalla storia, ma scritta in punta di penna: dalla calligrafia delle poesie d’amore si può capire a volte più che dal loro contenuto. Un’epopea straordinaria se si pensa che la scrittura era stata introdotta in Giappone solo poche centinaia di anni prima, a partire dal IV secolo.


[Numero: 93]