Vieni avanti creativo

Un solo minuto in più

Giuro che non ci speravo più, no, assolutamente, neanche a scherzarci su. Certo, ho passato tutta la mia gioventù ad agognarlo, fortissimamente, a pretenderlo e ad agire perché la fortuna si piegasse alla ferrea volontà, ma da quando sono uomo fatto e finito me ne sono fatto una ragione e l’ho piantata lì. Vivere un solo minuto in più del sistema capitalistico, sopravvivergli quel tanto per capire che è successo davvero, andarmene leggero e spensierato con la quieta coscienza che niente è eterno e niente è destino, nemmeno quella roba lì, il capitalismo. Ho passato gli ultimi decenni cercando e infine facendomene una ragione, assumendo il sano interdetto di chi sa di non essere al centro della storia, e siccome la storia non finisce mai, ci sarà chi vedrà. Poi mi hanno spiegato che ora c’è ‘sta economia arancione e ho dovuto ricredermi, perché questa roba mi dà la ragionevole certezza che durerò, durerò forse anche più di un minuto. Se siamo a questi punti, se la punta di diamante del sistema economico, se il giuggiolone del capitalismo si butta sui reggipetti culturalmente avanzati, sulle app di struggente tenerezza, se è lì che aspetta di vedere cosa si inventano i fantasiosi e i genialoidi, un’armata di comunistoidi e anarchisti segnati dall’acne dello scontento puberale, allora non è che il modello è in crisi, è al caffè Borghetti. Il capitalismo doveva nutrire il mondo, e calzarlo e vestirlo, con floride messi di buon grano e robusti trattori, sterminate distese di scuole e ospedali efficienti, montanti maree di parlamenti democraticamente eletti e giudici giudicanti al cospetto del corpo, e i due terzi del mondo è lì che ancora aspetta, e nell’attesa gli si chiede di nutrire, e calzare e vestire, il terzo che intende ripagarlo con cambiali vividamente tinteggiate di arancio. Ma vogliamo scherzare? Ma c’è qualcuno nel mondo di qua che ci crede sul serio che potrà durare più del cagionevole, affranto sottoscritto?


[Numero: 92]