ferragosto con simenon lansdale c

Non oltre l’ombelico

Per il giorno dell’Assunta i contadini di Romagna vanno al mare, e ci vanno tutti quanti, anche i maschi, anche tra i maschi i vecchi che meglio che arrembati al muro di casa loro non stanno da nessuna parte, e ci vanno tutti insieme, in uno sfollo generale ai primi chiarori, una traslazione mistica dei sacri penati, un passaggio del fronte con i bambini avvinti al collo delle madri.

Partono con i pickup, i furgoni, i rimorchietti agganciati alle Pande, carichi come se non dovessero tornare mai più, premuniti contro il caldo e il freddo, la fame, la sete e i maremoti, partono perché devono partire, come le rondini e le loro amate anguille, e alle sette sono già sull’Adriatica a fare colonna, e se non fosse che è l’Assunta i più ragionevoli tra loro vorrebbero già tornare indietro. Ma è per l’appunto l’Assunta, già da domani potrebbe rompersi il tempo, e anche se è vent’anni che non si rompe più dovrà pur rompersi, e come si fa a non andare almeno una volta al mare? Sono uomini liberi i contadini di Romagna, discendenti della centuriazione augustea e figli della cooperazione socialista, disdegnano le marine asservite al padronato balneare e si inoltrano nelle sabbie franche col passo dei sovrani, con regale dispendio erigono regge ombreggianti di esotiche stoffe orientali, dispiegano troni, tronetti e triclini di pregiata fattura cinese, scavano frigidari artesiani per le albarole e i pignoletti, allestiscono dispense di maestà luculliana, e si insediano.

Si insediano al cospetto dell’infinito orizzonte, i cuccioli caracollanti agli incerti margini della materna immensità marina, le femmine in pia orazione dello splendente astro solare, i maschi intenebrati nelle ombre dei drappeggi in pensosa attesa di un propizio ritorno all’avita campagna. Il giorno dell’Assunta a mezzogiorno in punto, all’azimut di questo giorno che rimembra la strepitosa assunzione al firmamento della mamma di Gesù calzata e vestita com’era, i contadini di Romagna tutti quanti, compresi i vecchi maschi pigri e dominanti, si immergono nel mare Adriatico fino e non oltre l’ombelico, ciascuno il suo, e ristanno immobili, lo sguardo rivolto ai Balcani, all’Oriente, al passato remoto, e al vederli paiono di pietra, monoliti sorgenti dalle acque, muti e indecifrabili testimoni affioranti dall’abisso di una civiltà estinta ma non doma.


[Numero: 91]