leducazione pornografica

Mi mettono tenerezza

Trovo insopportabilmente odioso l’erotismo sotto ogni sua rappresentazione analogica e digitale, anonima e d’autore, mentre devo dire invece che la pornografia mi mette una gran tenerezza. Perché il primo è artefazione maliziosa, messinscena pervertita alla meta, lubrica bugia, ma il secondo, comunque vada in scena e con qualunque intenzione, fosse anche la più sordida, alla fine non è che un documentario, non può essere altro che un atto di verità, una spoglia verità. Patetica, melanconica, tristissima verità di un coito, spesso complicato e faticoso, eseguito a beneficio di altri, ma pretendendo la sua conclusione e essendoci un unico modo di farla finita, vero della verità più candida e disarmata.

Sì, mi fanno una gran tenerezza gli attori del porno, maschi e femmine. Sono lì a fare una roba, qualunque roba sia, che è già stata inventata come minimo mille anni fa e che loro stessi hanno già eseguito come minimo mille volte; no, non possono inventarsi proprio niente, la fisiologia umana è pressoché immutata da un milione di anni, vasi e articolazioni seguono la legge dei gravi e della geometria euclidea, possono solo fare meglio di altri, ma è così difficile, così estenuante, così poco remunerativo. Nonostante l’opinione generale contraria, io sono certo che provino piacere, ambedue i partner, perché alla lunga è molto più gravoso fingere che lasciarsi andare, fingere richiede uno sforzo di inventiva che necessita di energie altrimenti utilizzabili in una più soddisfacente performance.

Spesso gli attori fanno coppia fissa per anni, si servono dello stesso pusher e dello stesso Burghy, sanno abbastanza l’uno dell’altro in fatto di affanni e interiora, che il loro coitare non è dissimile da quello praticato nell’ambito di un onesto piacere coniugale, finzione e sincerità compresi. Per tacere dell’innocente domanda di pietà che sale dai primissimi piani, quelli senza misericordia, di smagliature e tagli cesarei, peli incarniti e sfoghi da cattiva digestione, tinture mal rifinite e lacche scheggiate, vecchie e nuove tracce di iniezioni ipodermiche, così che ciò che piacerebbe peccaminoso è assai più somigliante a un’orazione di dolente umanità.


[Numero: 90]