[Sommario - Numero 89]
L’ora di storia
Sara Gavioli - Illustratrice e decoratrice di Carpi, dove è nata nel 1983, vive e lavora a Tolosa. Collabora con le case editrici Battello a Vapore, Orecchio Acerbo, Eli Edizioni, Loescher, Editori Internazionali Riuniti e Biancoenero.
La poesia - Mistero
Maurizio Cucchi
egitto 2017 diario di scavo

Settimana 7 - Il bambino e un piccolo scarabeo

I direttori della missione hanno permesso ai membri del progetto di costruzione di tombe del Nuovo Regno, dell’università di Copenhagen, di visitare il sito, e io mi sono unito al team per l’ultima settimana della stagione, tornando al sito dopo l’apprendistato da studente nel 2008 (!). La mia permanenza a Saqqara è stata breve ma intensa, e sono stato felice di assistere il team. Inoltre, ho studiato la costruzione e la decorazione delle tombe monumentali di Saqqara. Il nostro interesse verso questa necropoli è dovuto in parte ai papiri che raccontano l’organizzazione e i lavori di una tomba che si trova da qualche parte a Saqqara.

Furono stesi dallo stesso scrivano al tempo di Ramsete III (XX dinastia), e depositati nel mastaba di Ni-ankh-ba, a nord della strada per la piramide di Unis. Le tombe del Nuovo Regno scoperte dalla missione Leida-Torino risalgono alla XVIII - XIX dinastia. Sembra che nessuna delle tombe sopravvissute a Saqqara appartenga alla XX dinastia, anche se ci sono indicazioni che all’epoca la necropoli venisse utilizzata. Alcune tombe potrebbero nascondersi sotto la sabbia nella concessione della missione Leida-Torino, altre a nord-est della piramide di Teti. Ho visitato la zona questa settimana, ed è chiaro che nel periodo ramesside qui furono costruite delle tombe. Servono nuove ricerche per capire se la tomba descritta dai papiri si trovi in questa parte del cimitero.

Uno studio delle tombe di Maya, Horemheb e Tia ha rivelato alcuni dettagli del processo di costruzione. Una volta sgomberato e livellato il sito, venivano posate le lastre di pietra calcarea del pavimento, incidendo a volte linee per allineare pareti e porte, e per indicare l’asse centrale della tomba, come nel sepolcro di Horemheb. Una pietra dalla tomba di Tia illustra le fasi della costruzione e della decorazione: rozzi blocchi di pietra calcarea venivano posizionati sul pavimento, poi la superficie veniva lisciata con uno scalpello. Una volta incise le decorazioni i blocchi venivano intonacati e dipinti. In un rilievo dalla tomba di Horemheb si vede ancora il tracciato in inchiostro rosso.

Molte domande restano ancora senza risposta. Non abbiamo certezze riguardo al trasporto dei materiali edili, ma sembra probabile che dalle rive del Nilo diverse strade conducessero ai pendii dell’altopiano di Saqqara, fino al cimitero. Non sappiamo quasi nulla sugli operai dell’antichità, e i loro alloggi durante i lavori. Spero che riusciremo a scoprire questi e altri misteri in futuro!


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