[Sommario - Numero 89]
L’ora di storia
Sara Gavioli - Illustratrice e decoratrice di Carpi, dove è nata nel 1983, vive e lavora a Tolosa. Collabora con le case editrici Battello a Vapore, Orecchio Acerbo, Eli Edizioni, Loescher, Editori Internazionali Riuniti e Biancoenero.
La poesia - Mistero
Maurizio Cucchi
egitto 2017 diario di scavo

Settimana 7 - Il bambino e un piccolo scarabeo

La spedizione Leida-Torino 2017 ha fatto una stagione di grande successo, grazie al generoso sostegno del Museo nazionale di antichità di Leida, del Museo Egizio di Torino e dell’associazione degli Amici di Saqqara. Purtroppo, per vari motivi non tutti i membri hanno potuto raggiungerci a Saqqara come previsto, ma quest’anno abbiamo avuto una grande squadra di 14 archeologi, esperti di ceramiche, supervisori, antropologi e architetti che hanno unito gli sforzi con 80 operai locali.

Guardando indietro alle sette settimane sul campo, intense e favolose, vorremmo riassumere i risultati del nostro lavoro e anticipare i nostri piani per il 2018.

Nel 2017 il lavoro è stato diviso tra due aree principali, la “nuova” area a nord di Maya e il completamento dell’area a sud dove avevamo fatto scavi anche nel 2015. A sud, tra le tombe di Pay e Raia e quella di Sethnakht, Maarten Raven ha lavorato per capire meglio i monumenti ritrovati negli anni precedenti. Tra i risultati, l’individuazione e il disotterramento del pozzo della tomba di Samut, quello della stele a quattro facciate trovata nel 2015. Un altro obiettivo era sondare il terreno a ovest della cappella di Tatia, dove sono state ritrovate tre sepolture di bambini, presumibilmente risalenti al tardo Nuovo Regno. Tutte e tre erano avvolti in stuoie di canne e sepolti in fosse poco profonde protette da lastre di pietra o grandi mattoni di fango. Un sepolcro conteneva un piccolo scarabeo, un altro bambino aveva al collo un amuleto di pietra, vetro e faience.

Nella parte nord della concessione, l’obiettivo principale era esplorare il terreno sopraelevato a nord della tomba di Maya, in buona parte formato dai detriti degli scavi degli anni Settanta e Ottanta, come si è potuto stabilire dalle date dei giornali ritrovati. Le tracce di attività precedenti, probabilmente dei ladri del XIX secolo, sono state individuate anche in una serie di fosse che tagliano gli stati antecedenti: in una è stato addirittura ritrovato un vecchio cesto di canna zambil, lasciato dai ladri. Gli strati sottostanti hanno mostrato una estesa presenza durante il periodo copto, con una spessa stratificazione di superfici e installazioni nei livelli del Tardo periodo e del tardo Nuovo Regno.


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